Pioggia di cenere sugli ombrelloni I bagnanti scappano dalla spiaggia

PESCARA. L’allarme incendio, ieri pomeriggio, è scattato anche in spiaggia, sul lungomare sud. La cenere incandescente proveniente dal rogo in corso nella zona di fosso Vallelunga ha raggiunto e...
PESCARA. L’allarme incendio, ieri pomeriggio, è scattato anche in spiaggia, sul lungomare sud. La cenere incandescente proveniente dal rogo in corso nella zona di fosso Vallelunga ha raggiunto e colpito due stabilimenti, Coralba e Tramonto. Dopo che il fumo ha cominciato ad avanzare verso il mare fino ad invadere il litorale, vedendosi distintamente anche da molto lontano, il tratto di costa che va da villaggio Alcyone fino a piazza Le Laudi si è svuotato. I bagnanti si sono riversati in strada e poi si sono allontanati mentre balneatori e residenti si sono attivati per mettere in salvo strutture e case, usando ogni strumento a disposizione, dai tubi alle bacinelle, i giardini, le piante e le aiuole. I danni più pesanti, in spiaggia, li ha subiti lo stabilimento Tramonto, di Marco Schiavone, che però si è preoccupato in maniera prioritaria di attivarsi per «liberare le abitazioni della zona e anche il parco D’Avalos, in modo da mettere tutti in salvo. Sono stato tra i primi ad intervenire in questa zona», ha raccontato, insieme a Giorgio Giudice (della Fisa), con il supporto della protezione civile Val Trigno. Nello stabilimento sono intervenuti i bagnini, per spegnere le fiamme che stavano interessando palme e gazebo ma non so neppure quanti siano andati a fuoco», ha proseguito Schiavone mentre si sottoponeva a un controllo, avendo respirato molto fumo. Massimiliano Di Giacomo dello stabilimento vicino, Coralba, si è attivato per bagnare subito le palme, per contenere i danni, e la sua è stata una giusta intuizione, come racconta il fratello Giuseppe. «Si è cominciata a sentire la puzza di bruciato, i bagnanti sono fuggiti e qui ci siamo dati da fare per evitare che le fiamme creassero problemi. La cenere incandescente ha raggiunto tende e sedie, nella nostra struttura, e qualche danno lo ha fatto comunque. Ma poteva andare molto peggio». (f.bu.)

