Pioggia di insulti al più bello, c’è l’inchiesta

29 Settembre 2022

Il montesilvanese Liani attaccato sui social: tra le 456 offese l’accusa che fa scattare la denuncia

PESCARA. Il 12 settembre scorso viene eletto "Il mister over dei belli d'Italia" nella splendida cornice di Tropea. Per il 43enne di Montesilvano, Gianni Liani una serata indimenticabile, premiato da Carmen Russo e da suo marito Enzo Paolo Turchi. Non mancano le foto di rito poi postate sui social.
Ma quella notizia, corredata dalla foto di Liani con la Russo, scatena il web. E non in senso positivo. E quello che doveva essere un momento da condividere, finisce per diventare un raccoglitore di insulti di ogni genere. Scatta la denuncia e la questione finisce sul tavolo della procura di Pescara che sta indagando per diffamazione. La pioggia di post a commento di quella esibizione, e di quella foto di Liani accanto a Carmen Russo diventa un fiume in piena dove sì, si registra anche qualche commento positivo o critico nei confronti dei denigratori, ma sono davvero isolati.
In pochissimo tempo si registrano 456 commenti che rendevano il post iper visibile, come sostiene l’avvocatessa Gianna Giannini nell’esposto, nel quale riporta solo alcuni commenti, sottolineando il potenziale del social network nella sua capacità di diffondere un messaggio, positivo o negativo che sia.
«Se questo è il più bello, immagino gli altri»; «La giuria aveva qualche problema di vista»; «Io mi sento e mi vedo Alain Delon in confronto a questo...mio Dio»; «Pure un scarrafon è più bello di questo eletto»; «Ma lo ha guardato bene? Possibile non ci fosse di meglio?»; «Ma che razza di bellezza è, si senza dubbio il più brutto sicuro, ma che cesso...». Commenti anche pesanti, ma che potevano pure rientrare in una critica ai limiti del goliardico, fino a questo commento: «Ma questo non era quello arrestato per possesso di droga e arma da fuoco che diceva che era stato picchiato dai carabinieri e assillava tutti con video e appiccicava gli adesivi ovunque? Finalmente ce l'ha fatta ad avere un po' di visibilità. Meglio tardi che mai». Un riferimento a una storia che risale a circa 12 anni fa e che tenne banco sulle cronache dei giornali. Ma quello che ha scosso più di tutto Liani è stata la risposta arrivata da un altro commentatore: «Credo anche per pedofilia...».
E qui scatta l'ira del denunciante che, padre di un bimbo di 7 anni e ingiustamente accusato di pedofilia, vuole arrivare alla identificazione dell'autore dello scritto che si nasconderebbe sotto uno pseudonimo. (m.cir.)