Piromani per bullismo gli autori del rogo in centro

I due giovani arrestati dai carabinieri erano già finiti nei guai per episodi violenti Riconosciuti grazie a una telecamera privata. Oggi saranno interrogati in carcere
PESCARA. Sono due bulletti, Viorel Serban e Edgar Flacco, di 19 e 21 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine per episodi di violenza, i due giovani ritenuti responsabili dell’incendio che sabato sera ha coinvolto nove mezzi, tra moto, motorini e auto, parcheggiati in via De Amicis, davanti alla sede della Rai. Sono stati arrestati dai carabinieri per il reato di incendio doloso e condotti in carcere dove saranno sottoposti oggi all’udienza di convalida.
I due sono stati incastrati grazie alla telecamera di un’abitazione che si trova sul lato opposto della strada rispetto al punto dell’incendio. Arrivando a bordo di due motorini, Serban e Flacco si sono fermati proprio sotto l’occhio elettronico, senza accorgersi di essere ripresi. Uno dei due ha afferrato una tanica bianca sulla pedana dello Scarabeo Aprilia e, dopo aver ricevuto un cenno dall’altro con la testa, ad indicare il da farsi, si è allontanato attraversando la strada, uscendo dal raggio di azione della telecamera. L’altro è rimasto vicino al motorino fino a quando il complice è tornato indietro con la tanica in mano, che ha poggiato a terra, e sono fuggiti. Studiando le immagini i militari dell’Arma hanno riconosciuto la coppia, e in particolare Serban, un romeno residente a Pescara che quest’estate è stato denunciato per gli episodi di knock out game, il “gioco” che porta ad atterrare degli sconosciuti per il solo gusto di praticare la violenza, la prevaricazione fisica. A fine giugno avrebbe aggredito sulla riviera una coppia di che passeggiava con un amico e le testimonianze hanno permesso a polizia e carabinieri di identificare i responsabili, tra cui dei minorenni, che agivano “armati” di caschi. Sempre Serban ha avuto problemi per detenzione di armi e maltrattamenti in famiglia.
Anche Flacco, originario della Bielorussia e residente a Giuliano Teatino, ha avuto a che fare con la giustizia in passato. L’episodio più clamoroso risale al giugno 2013 quando è finito ai domiciliari per l’aggressione di una gang ai danni di un 17enne in piazza Primo Maggio, a causa di una sigaretta negata, e anche allora la polizia è risalita a lui attraverso le telecamere.
Sono proprio questi episodi a far ritenere al capitano Claudio Scarponi e al tenente Antonio Di Dalmazi che si tratti di «bulletti», giovani che «si sentono padroni» e crescono nell’ambito di «quella banda che nei mesi scorsi ha terrorizzato la città per le rapine ai ragazzini e il knock out game». Considerato lo scarso spessore criminale della coppia gli investigatori hanno escluso che i due avessero intenzione di mettere a segno un atto intimidatorio nei confronti della Rai, la cui sede è stata raggiunta solo all’ esterno dalle fiamme.
L’incendio è partito da uno scooter e poi ha raggiunto gli altri mezzi nel giro di pochi istanti: tre motorini e una Smart sono andati distrutti mentre altri due ciclomotori e tre auto sono rimasti danneggiati, così come dei lampioni e un albero.
Man mano che la ricostruzione prendeva forma, e dopo aver ascoltato i proprietari dei mezzi, è stato escluso anche il tentativo estorsivo.
Si pensa, quindi, che l’incendio sia stato il frutto di una bravata, non essendo emersi elementi chiari sulle intenzioni dei due che si sono dileguati nel momento in cui si è alzata la fiammata, per un’altezza di circa sette metri, con due piccole esplosioni. Sono stati rintracciati a casa, dove i carabinieri hanno trovato gli abiti che indossavano quando sono stati ripresi. In via De Amicis, invece, hanno sequestrato la tanica con un forte odore di benzina. Serban è stato denunciato per ricettazione perché aveva un motorino rubato, che è stato recuperato e restituito al proprietario. Oggi potrebbero spiegare cosa li ha spinti ad agire, sempre che non si avvalgano della facoltà di non rispondere.
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