Piscina, Angelucci perde e dovrà pagare la stangata

23 Ottobre 2014

Francavilla, l’ex sindaco e la sua giunta chiamati a risarcire 110mila euro al Comune per danno erariale: «Sentenza ingiusta, andrò alla Corte europea»

FRANCAVILLA. La Corte dei conti ha respinto il ricorso in appello dell’ex sindaco Roberto Angelucci contro la sentenza sull’affidamento della gestione della piscina comunale, confermando la condanna al pagamento di 30 mila euro per danno erariale.

Due anni fa, Angelucci, quattro assessori della sua giunta (Daniele D'Amario, Alfredo De Felice, Franco Di Muzio, Anna Maria Chiementa) e due dipendenti comunali (Carmela Equizi, presidente della commissione per l'appalto e il segretario di commissione, Giorgio Pattara) erano stati condannati a risarcire al Comune la somma complessiva di 110mila euro (di cui 60 mila divisi in parti uguali fra Angelucci e Equizi, e i restanti 50 mila ripartiti fra gli altri cinque) per il mancato introito per 10 anni, del canone di locazione della piscina. Questo perché il contratto stipulato dal Comune nel 2000 con la società Progetto Sport (vincitrice della gara nazionale per la gestione del nuovo impianto sportivo), non prevedeva canone, a compensazione della forte spesa che il gestore avrebbe dovuto sostenere per attrezzare l’impianto e garantirne la manutenzione.

La Corte dei conti, però, ha confermato per la seconda volta che l’affitto andava comunque previsto nel contratto. «È una sentenza scandalosa perché ingiusta nei fatti» protesta Angelucci, l’unico a essersi opposto alla sentenza; gli altri hanno pagato beneficiando di uno sconto del 70%.

«Mi appellerò all’Anci, al premier e al capo dello Stato. Valuterò anche il ricorso alla Corte europea. L’affidamento in gestione della piscina è un esempio di buona amministrativa che rifarei, perché non c’è stato danno per il Comune ma un risparmio. La piscina rischiava di restare un’incompiuta. La sua costruzione era ferma da anni e alla mercè dei vandali quando venimmo eletti nel dicembre '98. Nel 2000 l’abbiamo inaugurata e aperta ai cittadini. Per 10 anni, il Comune non ha speso un soldo in manutenzione ordinaria e straordinaria, ora si ritrova con un impianto invidiabile, utilizzato da migliaia di utenti che vengono anche dalle città vicine, del valore di 3 milioni e 800 mila euro. Gli altri Comuni ci rimettono 100 mila euro l’anno per sostenere la manutenzione di una piscina. L’assurdo della vicenda» prosegue l’ex sindaco, «è che in seguito, il commissario prefettizio ha riconosciuto al gestore 480 mila euro non dovuti. Sentenze recenti hanno dato ragione a scelte simili a quella fatta dalla mia giunta. Sono l’unico cretino a rimetterci soldi per avere lasciato un’opera alla città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA