Piscine Le Naiadi, istanza di fallimento

15 Gennaio 2015

Si discute oggi l’ipotesi di bancarotta a carico di Di Renzo, amministratore della società Progetto sport

PESCARA. «Nessuno di noi ha come obiettivo quello di far chiudere Le Naiadi, ci mancherebbe, al suo interno lavorano ancora nostri amici e si allenano nostri familiari e parenti e poi è un bene della città. Vogliamo solo che gli organi competenti verifichino se la gestione di questi anni sia stata regolare e soprattutto nel rispetto del contratto di concessione stipulato con la Regione». Questo il punto di vista di nove ex lavoratori della Progetto Sport Gestione Impianti srl e del bar del complesso Le Naiadi nel giorno in cui per la società amministrata da Luciano Di Renzo è prevista l'istanza di fallimento al tribunale con Di Renzo indagato per bancarotta fraudolenta.

La Progetto Sport si sente tranquilla e ripone piena fiducia nell'azione del pubblico ministero Silvia Santoro, anche e soprattutto dopo che la Regione, il 7 gennaio scorso, ha riconosciuto il debito nei confronti della società che gestisce sia Le Naiadi che la piscina di Francavilla e preso l'impegno formale di versare oltre 892mila euro per i lavori di manutenzione straordinaria eseguiti da Progetto Sport nell’impianto al confine tra Pescara e Montesilvano.

«Noi non vogliamo mandare via nessuno», aggiungono gli ex lavoratori (che ieri in serata, accompagnati dal consigliere regionale, Domenico Pettinari, del M5S, sono stati ricevuti dall'assessore regionale Donato Di Matteo) prima messi in cassa integrazione e da aprile dello scorso anno licenziati in maniera definitiva, «ma rivogliamo il nostro posto di lavoro. Per questo motivo chiediamo, anche alla Regione, di considerare la nostra situazione. Ben venga che siano stati riconosciuti questi soldi, però ora vuol dire che forse la crisi aziendale per la quale prima siamo stati messi in cassa integrazione, e in seguito licenziati, non c'è più. Ci risulta inoltre che sono state assunte altre persone dopo di noi, perché?». Sul tema interviene anche Ernesto Petricca, segretario regionale di Confimi Abruzzo, che come associazione datoriale ha seguito la vicenda della Progetto Sport.

«Il fatto che la Regione abbia riconosciuto gli investimenti fatti dovrebbe dimostrare che le difficoltà gestionali avute in questi anni fossero proprio dovute a questo debito e al contempo abbatte la probabilità di dolo da parte di chi ha amministrato. Noi avevamo verificato che gli investimenti erano stati realmente fatti. Sono fiducioso per l'istanza di fallimento».

Petricca affronta anche il discorso degli ex lavoratori: «Le procedure messe in atto da Progetto Sport sono legate alla tutela dell'azienda e all'applicazione delle leggi. È ovvio che dal punto di vista personale ci auguriamo che il ritorno ai vecchi fasti delle Naiadi porti a riassumere, ma dal punto di vista tecnico, le aziende, soprattutto piccole e medie, licenziano a causa degli alti costi del lavoro oltre al problema della crisi. Per questo ci appelliamo affinché si possano abbattere i costi del lavoro».

Loris Zamparelli

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