«Piscine senza sollevatori, disabili esclusi»

La denuncia dell’associazione Sottosopra: «Gli impianti sprovvisti degli strumenti necessari»
PESCARA. «Se un disabile avesse voglia o necessità di nuotare non potrebbe farlo se non in un paio di impianti in tutta l’area metropolitana e in tutta la provincia di Pescara». Questa la denuncia che arriva dal gruppo giovani Fuori Onda dell’associazione cittadina Sottosopra che riporta l’attenzione sulla assenza di strutture adeguate a ospitare chi è costretto a convivere, suo malgrado, con una disabilità. «Il problema è molto grave», spiega Cristina Celsi, presidente di Sottosopra, «viene lesa la libertà della singola persona a recarsi nelle strutture natatorie, la quasi totalità delle quali è priva del sollevatore che consente l’accesso in vasca anche a chi è in carrozzina e gli impianti che dispongono di questo indispensabile strumento non hanno personale qualificato per l’utilizzo dello stesso. Ragazzi disabili che frequentano diverse piscine si sono ritrovati in difficoltà e si sono rivolti a noi in cerca di aiuto. Le uniche piscine dotate di sollevatore sono quella comunale di Chieti, il Don Orione e il Paolo VI». Tra le piscine più accessibili, l’associazione Sottosopra segnala quella comunale di Sambuceto: «Basterebbe installare il maniglione antipanico e acquistare il sollevatore per renderla anche fruibile». Il sollevatore altro non è che un sistema per agevolare l’immersione in acqua delle persone non autosufficienti o momentaneamente limitate nell’azione motoria, dunque vanno ricompresi anche gli anziani o chi ha subìto traumi oppure operazioni. Esistono diversi tipi: il sollevatore a bandiera, il sollevatore a binario (monorotaia) e il sollevatore a pedana. Questi sollevatori possono essere dotati indifferentemente di barella, di sedile, di imbracatura a seconda delle necessità, permettendo così a qualsiasi persona di accedere direttamente alla vasca.
Fino a due anni fa, prima della chiusura, molti disabili nuotavano nella piscina provinciale annessa all’istituto Volta. Oggi la piscina è al centro di lavori di ristrutturazione. «Quell’impianto», dice il gruppo giovani di Sottosopra, «aveva proprio una politica rivolta ai disabili, ma l’importante è far capire che tutte le strutture dovrebbero essere sia accessibili che fruibili». Nel frattempo i lavori della piscina provinciale, come conferma il vicepresidente dell’ente Fabrizio Rapposelli, «termineranno a fine ottobre e l’impianto, completamente rinnovato, tornerà nella disponibilità della scuola». A seguire, la piscina sarà affidata in gestione ai privati: «Poi il nuovo consiglio provinciale che si insedierà», dice Rapposelli, «si occuperà di affidare la gestione, ma il sollevatore per disabili sarà presente come in passato».
«Auspichiamo», concludono i giovani di Sottosopra, «un incontro con gli assessori allo Sport dei vari enti e i gestori delle strutture affinché tutti gli impianti si possano dotare del sollevatore che costa solo tremila euro. Avevamo anche pensato di cercare qualche sponsor pur di acquistare questi indispensabili strumenti».
Loris Zamparelli
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