«Pista ciclabile troppo pericolosa»

San Giovanni Teatino, l’opposizione denuncia: con l’opera ostruiti 97 accessi
SAN GIOVANNI TEATINO. «Quella pista ciclabile non s’ha da fare. I cittadini l’hanno già ribattezzata pista della morte». «Il percorso green? Un grave danno, un affronto alla città». I consiglieri dell’opposizione Paolo Cacciagrano ed Ezio Chiacchiaretta bocciano il tracciato per le due ruote, di 4,2 chilometri, che il Comune si appresta a realizzare tra il centro di Sambuceto e la scuola di Dragonara. Ieri lungo il tratto che sarà occupato dalla pista ciclopedonale si è svolta la manifestazione Vivi San Giovanni su #stradesicure. Due gruppi di ciclisti, uno capitanato dal sindaco Luciano Marinucci, l’altro dal primo cittadino di Pescara Marco Alessandrini, sono incontrati a piazza San Rocco per firmare, presente il presidente Luciano D’Alfonso, un protocollo per la ciclovia Pescara-Sambuceto. Nel frattempo, l’opposizione ha fatto richiesta di un consiglio straordinario sull’opera. «Una pista che preoccupa molto i cittadini interessati, per la sua collocazione, per la pericolosità e il grave danno che causa a famiglie e aziende per l’intralcio alla circolazione e all’accesso alle proprietà», dice il movimento Insieme, guidato in consiglio da Chiacchiaretta, «sono 97 gli accessi ostruiti e 14 le strade che incrocia lungo il suo percorso». Nel Prg l’ex maggioranza che faceva capo al movimento Insieme aveva riservato spazi ad hoc per le piste ciclabili. «Per noi le piste ippo-ciclo-pedonali sono un’esigenza irrinunciabile. Ma un’amministrazione corretta prevede specifiche fonti di finanziamento evitando, come invece ha fatto l’allegra compagnia Marinucci, devoluzioni di stanziamenti previsti per altre opere, come i marciapiedi di via Ciafarda, via Giulio Cesare e altro. Non è vero che i soldi sono arrivati gratis dalla Regione, metà della spesa, 300 mila euro, grava sul bilancio comunale e a farne le spese sono state opere di urbanizzazione, manutenzione strade, completamento impianti sportivi, videosorveglianza e sistemazione cimiteri, che con quei soldi Marinucci & company avrebbero potuto realizzare. Non consentiremo quest’ulteriore affronto alla città».
Gabriella Di Lorito
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