Pista non a norma, l’elisoccorso non può atterrare all’ospedale

24 Marzo 2019

Il consigliere Pettinari (M5s) dà l’ultimatum alla Regione: «Subito i lavori nell’area del pronto soccorso L’elicottero del 118 ora fa scalo all’aeroporto, e poi i pazienti devono essere portati con la navetta»

PESCARA. «Il tempo per mettere a norma l’elisuperficie del pronto soccorso di Pescara è scaduto: chiedo al presidente della Regione Marco Marsilio e all’assessore alla sanità Nicoletta Verì di intervenire entro un mese, ripristinando momentaneamente il servizio con il vecchio elicottero più leggero. In caso contrario sarò costretto a trasmettere gli atti alle autorità competenti».
A parlare è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, che insiste sul tema della scarsa efficienza del servizio di elisoccorso, costretto ad atterrare all’aeroporto piuttosto che nella piazzuola dell’ospedale, perdendo tempo prezioso per la vita dei pazienti e facendo lievitare i costi: «L’elisuperficie dell'ospedale di Pescara è progettata per sopportare un peso massimo di 3,5 tonnellate. L’elicottero in servizio da 2 anni a questa parte arriva a 4,8. Per questo è costretto ad atterrare in aeroporto. Al suo interno c’è uno staff di cinque unità: pilota, tecnico di volo, tecnico del soccorso alpino, infermiere e medico, tutte persone che mi sento di ringraziare per il grande lavoro che svolgono quotidianamente. Certo, vorrebbero essere messe nelle condizioni di poterlo fare in maniera utile, ma in questo momento così non è: una volta a terra, il paziente dev’essere accompagnato dal medico a bordo di una navetta, che fa la spola con l’ospedale. Tra andata e ritorno si impiegano almeno 30 minuti, un tempo enorme se si pensa che tante volte il confine tra la vita e la morte è legato a pochi istanti, e che allo stesso tempo costringe alla sosta forzata l’elisoccorso, in attesa del rientro del medico. Un arco di tempo durante il quale, in caso di nuova emergenza, non è possibile assicurare il servizio». Ma, come rimarca Pettinari, c’è anche un problema di costi, dovuto all’unione di più fattori: «Il servizio di navetta, per trasportare i pazienti dall’aeroporto all’ospedale, viene gestito da un’ambulanza privata, non medicalizzata, che costa alla Asl 3.800 euro al mese, più 0,39 centesimi per ogni chilometro percorso. Dall’altro lato, invece, i lavori di adeguamento dell’elisuperficie costerebbero intorno ai 120mila euro. Consideriamo che l’attuale impostazione del servizio va avanti ormai da oltre 2 anni. A questo punto basta fare due conti per capire quanto sia sconveniente».
Tuttavia, senza sottovalutare la questione economica, Pettinari insiste sul discorso assistenziale: «L’elisoccorso serve per assicurare un servizio di prossimità nelle zone interne, meno accessibili, dove gli ospedali non ci sono e le ambulanze faticano ad arrivare. Il Santo Spirito non copre solo il Pescarese, ma tutta la zona costiera, il Chietino e parte del Teramano: da qui arrivano pazienti politraumatizzati che necessitano di interventi rapidi». Di qui, la sua proposta: «Chiedo che entro un mese si possa dare avvio ai lavori di adeguamento, per consentire l’atterraggio dell’elisoccorso ora in uso nella struttura sanitaria. Nel frattempo auspico il ripristino del vecchio elicottero, compatibile con l’attuale struttura, in modo da tornare ad operare direttamente con l’ospedale, riducendo i tempi e i costi».
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