Piste ciclabili come binari morti

20 Settembre 2016

Tracciato più lungo in via Regina Margherita, i ciclisti chiedono sicurezza e biciplan

PESCARA. È stata allungata di una ventina di metri, in direzione piazza della Rinascita, la pista ciclabile azzurra di viale Regina Margherita che si ricollega a viale Muzii.

Il provvedimento dell'amministrazione comunale fa di sicuro piacere agli amanti delle due ruote che però, insieme alle associazioni di categoria, chiedono al Comune un piano che colleghi tutte le piste ciclabili della città. «A Pescara abbiamo tante piste ciclabili che appaiono e scompaiono nel nulla. Pedaliamo su una striscia di pista per poi ritrovarci di colpo sulla strada normale. A che serve averne tante spezzettate e non collegate tra loro?». E' l'interrogativo di una insegnante di spagnolo al Marconi che, spesso, attraversa la contestata pista ciclabile azzurra di via Regina Margherita e come molti frequentatori di quel tratto si chiede perché in città non esista ancora un piano di piste ciclabili invocato anche dalle associazioni Pescarabici e Cap 15-Ciclisti Anonimi Pescaresi.

Un mese fa l'apertura della striscia ciclabile azzurra, delimitata dai soli paletti (posti agli incroci) di plastica grigia, invisibili durante la notte, ritenuta pericolosa dai frequentatori più assidui. Sandra, pescarese originaria di Bologna, osserva che «quei pali grigi nessuno li vede, soprattutto di notte, per cui dovrebbero essere almeno fosforescenti. E poi la carreggiata è troppo stretta anche per i mezzi di trasporto che vi transitano e che spesso si fermano in doppia fila. O la pista o il passaggio delle auto, non si può avere tutto. Io mi sforzo di osservare le regole, però non è facile attraversarla senza avvertire il pericolo del traffico che scorre accanto».

La pista viene invasa sistematicamente da auto, motocicli, ambulanze e furgoni, costretti all'attraversamento della striscia colorata per superare i mezzi parcheggiati in doppia fila. «È pericolosa», ribadiscono Roberto Vaccari e Cristina Verna, bancario e impiegata, «ma ancora di più lo sarebbe non averla, perché il marciapiede non è il luogo deputato all'attraversamento con le due ruote, i pedoni si infastidiscono».

Attraversamento cauto per Caterina Giorgianni e il nipotino Simone di 8 anni: «Pericolosissima perché troppo stretta, in doppia corsia con le auto che sfrecciano, ma comoda per chi va in bici. Solo che una striscia non basta, questa finisce in viale Muzii e sfocia dall'altra parte in piazza della Rinascita, perché non va oltre?». Laura Di Russo, presidente di Pescarabici e Fabrizio Montefusco dei Ciclisti Anonimi, un mese fa hanno lanciato un appello all'amministrazione comunale per l'avvio di un “biciplan”, che rincongiunga le piste. ©RIPRODUZIONE RISERVATA