Pistola puntata contro tre commesse

Montesilvano, seconda rapina in 15 giorni all’agenzia di scommesse Sisal in corso Umberto: bottino di 10 mila euro
MONTESILVANO. Un’altra rapina all’agenzia di scommesse Sisal Match Point di corso Umberto: è il secondo assalto in 15 giorni. Un colpo fotocopia: il 22 giugno scorso, verso le 8,30, due banditi con i caschi in testa e una pistola in pugno hanno fatto irruzione nel locale e hanno costretto una dipendente a spalancare la cassaforte con dentro 10 mila euro. Il copione di ieri è quasi lo stesso ma con un orario diverso: intorno alle 13, si sono presentati nell’agenzia di scommesse due banditi, sempre con i caschi e uno di loro ha mostrato la pistola. Attimi infiniti di paura: il bandito ha usato l’arma per minacciare le tre commesse e per farsi consegnare i soldi contenuti nelle casse e in una cassetta di sicurezza, custodita in un ufficio. Il bottino è stato di 10 mila euro anche stavolta. Ma ieri la rapina ha lasciato il suo strascico di paura tra i dipendenti: per spingere una commessa fino alla cassetta di sicurezza il più in fretta possibile, un rapinatore le ha puntato la pistola alla pancia; a un’altra ragazza è stata puntata la pistola alla testa; un’altra è stata scaraventata contro un muro dal bandito diretto a prendere i soldi. Una rapina che ha lasciato uno strascico di paura con le dipendenti prese dal panico: quando i rapinatori sono fuggiti dall’agenzia di scommesse ed è stato dato l’allarme ai carabinieri, è stato chiamato anche il 118. Sul posto, per assistere le commesse, sono intervenuti i volontari della Misericordia e, in supporto, anche quelli della Croce angolana. Le tre commesse sono state portate, con le ambulanze, al Pronto soccorso in stato di choc: vivere due rapine in 15 giorni sotto la minaccia delle pistole è uno stress troppo forte.
Quando i carabinieri, coordinati dal capitano Enzo Marinelli, sono arrivati sul posto, la coppia di banditi era già lontana: hanno fatto perdere le proprie tracce, forse, su una moto. I carabinieri hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza.
La seconda rapina all’agenzia di scommesse è arrivata con le indagini sul primo colpo ancora aperte: sull’assalto del 22 giugno scorso nessuno dei testimoni ha saputo fornire ai carabinieri dettagli utili, ad esempio sulla nazionalità dei banditi, e tutto ruota intorno ai filmati delle telecamere di sicurezza. Ma gli obiettivi hanno inquadrato due rapinatori quasi irriconoscibili, con i caschi e le sciarpe sulla bocca. Secondo i carabinieri, i rapinatori potrebbero essere gli stessi: i caschi sarebbero simili. Inoltre, in base ai primi racconti dei testimoni, i banditi potrebbero essere abruzzesi.
L’agenzia di scommesse è rimasta chiusa per il resto della giornata: all’ingresso, un manifesto con scritto che «l’agenzia rimarrà chiusa per problemi tecnici». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

