Pizzette da esportazione Trieste sbarca negli Usa

Dopo il locale di Madrid, l’impresa di Pescara apre a Londra, Miami e Las Vegas Riccardo Ciferni: portiamo all’estero prodotti, artigiani e marketing pescaresi
PESCARA. Il sogno sta prendendo forma ed è una forma tonda, come quella della pizzetta di Trieste che Riccardo Ciferni e la moglie Laila Di Carlo hanno iniziato ad esportare. Madrid lo scorso luglio, Londra a fine novembre, e poi Miami e Las Vegas all’inizio del 2015: l’idea di franchising studiata e lanciata poco più di un anno e mezzo fa sta decollando proprio in questi mesi portandosi dietro, in giro per il mondo, Pescara e le sue eccellenze. Prodotti e artigiani, ma anche marketing e merchandising.
Tutto, nelle pizzerie «Tonda» all’estero, è targato Pescara, Abruzzo. Italia. In un tempo di vacche magrissime, Riccardo e Laila Ciferni rispondono così alla crisi, andando a cercare all’estero, partner e fette di mercato da «convertire» attraverso percorsi formativi e di avviamento ai valori e alla qualità che oggi gli consentono di tenere comunque in vita cinque locali, tra Pescara e Francavilla, con tutti i relativi dipendenti che d’estate sfiorano i 70 e d’inverno i trenta.
«Siamo imprenditori, non prenditori» dice Riccardo, «quello che guadagnamo lo reinvestiamo sempre». La formula che sta già spopolando a Madrid, è quella che consente la “replicabilità” della pizzetta aggiungendo solo acqua e lievito naturale all’impasto, senza che con questo venga svelata la ricetta segretissima della pizzetta di Trieste. La stessa che faceva la nonna di Riccardo e che con gli anni hanno affinato e reso unica prima il papà Gabriele e poi Riccardo stesso. «La cosa più difficile è stata proprio riprodurre l’artigianalità storica delle nostre pizzette, ma con grande impegno ci siamo riusciti». Ad aiutarli nell’impresa, la strenua difesa dei prodotti utilizzati, dalla mozzarella fiordilatte di Sulmona, ai pomodori di San Salvo, dall’olio extravergine di Loreto Aprutino ai peperoncini del Teramano.
«Solo le olive taggiasche e le alici non sono abruzzesi, come parte della farina», racconta Riccardo che insieme alla moglie ha preteso, nelle clausole del contratto di franchising non solo il vincolo a usare solo questi prodotti, ma anche la facoltà di andare a controllare in qualsiasi momento l’igiene, la qualità e l’accoglienza dei nuovi locali. Tre voti negativi e la Tonda sparisce portandosi via forni e insegne.
Londra e Madrid. Un rischio che i due imprenditori cercano di evitare con una selezione accurata dei partner interessati che, soprattutto da quando ha aperto anche Madrid, li contattano da ogni parte del mondo. Dubai, Zurigo, Santa Monica, sono tante le proposte, ma per ora quelle che hanno preso e stanno prendendo forma sono Madrid e Londra, dove Riccardo e Laila sono presenti come partner diretti delle rispettive società, e Miami e Las Vegas dove invece sta per partire il franchising. «l’unico sistema tecnico per esportare».
Ma chi sono i nuovi investitori? «A Madrid», racconta Riccardo, «abbiamo aperto al mercato di San Miguel, a un passo da plaza Mayor, con due ragazzi di Pescara Glauco, e Giuliano, che vive proprio lì. Abbiamo mandato i nostri ragazzi, tre, ad affiancare i cinque spagnoli che portano avanti il locale frequentato soprattutto da turisti. È tutto a vista, lievitazione, lavorazione, forni». Una location prestigiosa, quella del mercato gourmet di San Miguel dove si sono imbattuti, tra i numerosi clienti, non solo i turisti a caccia di prelibatezze, ma anche «vip» come i calciatori Zidane o Alessio Cerci. Loro, come gli altri, hanno pagato la margherita 2,50 euro, «ma se va un pescarese la paga come a Pescara, un euro e 60, per noi è come riportarlo a casa».
E casa sarà anche Londra dove il locale aprirà tra fine novembre e i primi di dicembre e dove stanno lavorando una schiera di falegnami, fabbri ed elettricisti pescaresi. È in Portobello Road, accanto a Starbucks, due piani: da 55 metri quadrati il primo e 60 (interrato) il secondo dove, oltre alle pizzette, si serviranno zuppe, insalate e lasagne. «Il nostro socio è un professionista londinese», rivela Ciferni, «David, una persona squisita, in sintonia con le nostre priorità e i nostri valori, e che ha intenzione di aprire dieci punti in tutta l’Inghilterra». E a Londra girerà anche l’Apetta per le consegne a domicilio della Tonda: «Inizieremo a Notting Hill, nei dintorni del locale, e poi anche a Chelsea e South Kensington».
L’America. Con l’anno nuovo, invece, parte l’avventura americana capitanata da una famiglia venezuelana che le pizzette di Trieste le conosce dagli anni Cinquanta, da quando il capofamiglia veniva al mare a Pescara. «Sono venuti quest’estate, si sono rivelati, e adesso stiamo per partire». Si tratta di grossi imprenditori, proprietari di aziende chimiche, che a Miami e a Las Vegas hanno già opzionato alcuni locali. «A Miami nel prestigioso distretto finanziario di Brickell e a Las Vegas dentro Down Town 3, ma in programma c’è la California e altro ancora», spiega Riccardo. Ovunque la comunicazione sarà gestita da Pescara, dai quattro ragazzi del Circle studio che sempre da Pescara coordineranno le singole agenzie sul territorio. «Ma adesso», frena Riccardo, «la cosa più importante è continuare con la qualità a Madrid e stabilizzare Londra, pensiamo anche alle principali città italiane, ma non prima di due anni. L’importante è continuare a lavorare con passione nel rispetto delle origini e di quello che ci hanno insegnato i miei genitori. Non abbiamo mai usato e non useremo mai strutto e grassi idrogenati. La pizzetta», conclude, «non è un bene primario, ma quando la mordi ti deve dare la felicità».
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