Più contagi di un anno fa: primi no ai maxi schermi

10 Luglio 2021

Preoccupa il confronto luglio 2021-2020: casi aumentati del 704%, con quasi cento di Delta Variante anche a Pescara. Il prefetto di Chieti fa da apripista: divieti per la finale europea

La curva del contagio, in Abruzzo, risale e i numeri sono impressionanti se confrontati con quelli dello scorso anno. Tra il 2020 e il 2021, nella settimana dal 3 al 9 luglio, c'è una variazione del +704%. All'origine dell'incremento c'è la temuta variante Delta. Non a caso, in vista della finale degli Europei, un po' in tutt’Italia si stanno vietando i maxi schermi.
In Abruzzo il primo a farlo è stato il Prefetto di Chieti, che ha invitato i sindaci a non autorizzare la proiezione della partita nelle piazze. «Questi eventi spaventano e preoccupano. Basta un solo positivo per generare un focolaio», dice al Centro il referente regionale per le emergenze, il primario Alberto Albani.
IL CONFRONTO. A dare la misura di quanto la situazione, nonostante i parametri complessivamente favorevoli, sia delicata è il confronto con la scorsa estate. Nella settimana dal 3 al 9 luglio del 2020, i contagi erano stati 26, con un picco massimo di otto e due giornate a zero casi. Negli ultimi sette giorni, invece, i nuovi casi sono stati 209, cioè il 704% in più, con un picco di 49.
VARIANTE DELTA. All'origine dell'aumento dei casi c'è la variante Delta, che mostra chiari segnali di circolazione su tutto il territorio regionale. Dalle attività di sequenziamento condotte nelle ultime ore dal laboratorio di Genetica molecolare - Test Covid-19 dell'università D'Annunzio di Chieti, sono emersi i primi tre casi riconducibili alla mutazione anche nella provincia di Pescara, fino ad ora unico territorio non raggiunto dal fenomeno.
Nel complesso in Abruzzo sono già un centinaio i contagi legati alla Delta, la maggior parte dei quali nel Teramano. Si stima, però, che i numeri reali siano ben più alti.
FOCOLAI. «Allo stato attuale», dice Albani, a capo della task force sull'emergenza coronavirus, «abbiamo dei focolai sparsi che, ad oggi, non impongono nuove misure restrittive localizzate. Ma il fenomeno è da monitorare. La variante Delta è tra il 30 e il 60% più contagiosa e a breve diventerà prevalente. Le infezioni stanno interessando soprattutto giovani e persone non vaccinate. Dobbiamo aspettarci un ulteriore aumento dei numeri. Di positivo c'è che, a guardare i dati disponibili, non dovrebbe esserci un impatto significativo in termini di ricoveri e decessi e questo grazie ai vaccini. Sulle persone vaccinate, infatti, la variante non determina patologie importanti».
Proprio per questo, secondo l'esperto, è fondamentale vaccinarsi e farlo con due dosi, perché una singola dose non garantisce la copertura contro la mutazione del virus.
RISCHIO MODERATO. Il lieve peggioramento registrato dall'Abruzzo viene certificato anche dal nuovo monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute, che classificano la regione tra le sei a rischio "moderato", pur non superando la soglia critica di occupazione dei posti letto. L'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti in Abruzzo sale ancora e supera quota 16, tornando ai valori di un mese fa (per la zona bianca l'incidenza deve essere inferiore a 50). Nel frattempo, fa sapere l'Iss, l'età media dei contagiati scende a 31 anni. Anche in Abruzzo i principali focolai riguardano giovani.
MAXI SCHERMI. A preoccupare, in queste ore, sono i rischi che potrebbero derivare dalla finale di Euro 2020, tra Italia e Inghilterra, che, prevista per domani, genererà inevitabilmente assembramenti. In molte località si stanno vietando i maxi schermi. Il primo a farlo, in Abruzzo, è il Prefetto di Chieti, Armando Forgione, che parla di «rischi per la salute pubblica derivanti da prevedibili assembramenti» e invita i sindaci a non autorizzare l'utilizzo di maxi schermi nelle piazze.
«Il Prefetto ha fatto bene», afferma Albani, che conferma i rischi: «Quando si assiste a una partita si urla e le famose goccioline circolano più rapidamente. Basta un solo positivo», evidenzia, «per generare un focolaio. Speriamo tutti di vincere e di esultare, ma facciamolo nel modo giusto. Sarà impossibile mantenere il distanziamento e, allora, la raccomandazione, anche se si sta all'aperto, è di indossare sempre le mascherine».
OSPEDALI. Se la pressione ospedaliera da virus è drasticamente scesa, gli ospedali e i pronto soccorso sono strapieni. «Abbiamo una marea di traumi. Probabilmente le persone, riconquistata la libertà, sono più imprudenti. E ci sono tantissimi anziani e malati cronici che, rimasti a lungo in casa, ora arrivano in pronto soccorso in condizioni gravi. L'accorato appello che rivolgo a tutti è di non presentarsi in pronto soccorso se non per patologie serie, perché sennò si intasa il sistema e si rischiano attese fino a 30 ore», conclude Albani, che è direttore del pronto soccorso di Pescara.