Più di 4 milioni non restituiti: strigliata della Corte dei conti

19 Maggio 2020

Le criticità evidenziate sui bilanci dal 2014 al 2017 scatenano l’opposizione contro la gestione Luciani «Ci hanno fatto credere di vivere in una città da rotocalco». Il sindaco: «Sistemeremo anche questa»

FRANCAVILLA. Le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti sul bilancio del Comune di Francavilla negli anni 2014-15-16 e 17 accendono il dibattito politico e mettono l'amministrazione nel mirino della minoranza.
In base al contenuto del documento, durante le gestioni di riferimento l’Ente ha accumulato un’anticipazione di tesoreria non restituita di oltre 4 milioni e 280mila euro, a cui si vanno ad aggiungere i 262mila d'interessi maturati solo nell'ultimo anno.
La delibera della Corte dei Conti Abruzzo, che porta la data dell'11 maggio 2020, non solo ha scatenato le forze di opposizione, ma nella commissione bilancio di venerdì scorso non ha consentito l'approvazione della delibera da portare in consiglio comunale, a causa dell'assenza del gruppo di maggioranza Alleanza Democratica, che così facendo ha impedito il raggiungimento del numero legale.
Ci si riprova stasera, in una nuova seduta. Nel frattempo però sono pochi i protagonisti che hanno voglia di parlare alla vigilia dell'appuntamento. Se il consigliere Livio Sarchese del Movimento 5 Stelle scrive sulla sua pagina facebook «sono anni che contesto l'errata gestione amministrativa ma sono stato puntualmente deriso», i suoi colleghi Alessandro Mantini, esponente della Lega e Daniele D'Amario di Forza Italia chiedono al sindaco di spiegare «cosa ti ha scritto la Corte dei Conti e come mai hai tenuto nascosto a noi consiglieri questo pessimo accertamento». Fratelli d'Italia invece, rappresentata da Francesco Todisco Grande è ancora più dura nell’attaccare l'amministrazione, attraverso un comunicato stampa che porta la firma del portavoce Carmine Di Giovanni: «Dopo la mancata assegnazione della Bandiera blu, l’amministrazione Luciani si trova all’angolo a incassare un altro brutto colpo, questa volta non politico ma giudiziario. Nonostante la svendita dell’argenteria di famiglia (Alentogas per tutte), le casse comunali sono ancora a secco». E prosegue: «Hanno cercato di farci credere di vivere in una città da rotocalco, eternamente festaiola, evocando un’Italia d'altri tempi, quelli più spensierati. Una Francavilla al Mare da bere. Ma si tratta solo di un’immagine da copertina e nulla più, perché alla fine la stagione dei concerti dai nomi altisonanti non ha inciso più di tanto sui numeri del turismo». Quindi conclude: «Al netto di ogni ironia, è grave che oggi la cittadinanza soffra una crisi economica e sanitaria senza precedenti con le casse comunali che appaiono vuote».
Replica il sindaco Antonio Luciani: «La Corte dei Conti ha ravvisato delle criticità nei conti dell’Ente, peraltro da noi conosciute benissimo, limitandosi a dare dei suggerimenti. Da decenni il Comune di Francavilla è esposto a un’anticipazione di cassa su cui inevitabilmente maturano interessi. Questo deriva anche dalla situazione che la mia amministrazione ha trovato quando si è insediata nel 2011, vale a dire una situazione debitoria di 10 milioni di euro fuori bilancio, che abbiamo pagato o che stiamo finendo di pagare. Ogni anno versiamo 400mila euro a banca Ifis per ripianare un debito che verrà saldato entro la scadenza del mio mandato. Abbiamo sistemato partite debitorie con il gas di milioni di euro. La mia amministrazione è passata dal governo Berlusconi, dove ci veniva detto che non c'era crisi perché i ristoranti erano pieni, alle ristrettezze di Monti. Nonostante questo, siamo riusciti a sistemare tanti aspetti del bilancio e sistemeremo anche l’anticipazione di cassa, cavalcata in questi giorni dalla minoranza. Avremmo potuto già farlo, eliminando concerti, iniziative e attività per favorire il commercio, ma abbiamo preferito un'altra strada che ci porterà comunque al risultato. Il nostro bilancio è sano».
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