«Più regole e sorveglianza per superare l’emergenza»
L’ingegner Bottone racconta il progetto di riconversione dei palazzi Gemelli che fino a dieci anni fa erano considerati un ricettacolo di spaccio e prostituzione
MONTESILVANO. Telecamere di videosorveglianza, ristrutturazioni e attività di sensibilizzazione nei confronti di inquilini e proprietari di casa. È la ricetta elaborata per i palazzi Gemelli, in via Lago di Bomba, che da centro nevralgico della malavita e del degrado, negli ultimi anni, sono tornati in una condizione di normalità. I due palazzoni da 13 piani ciascuno, con circa 350 appartamenti, in passato, sono stati teatro di spaccio, discariche abusive, immigrazione clandestina, prostituzione e addirittura set per film pornografici. Ma le continue lamentele dei residenti, stanchi di vivere nel degrado o di essere svegliati in piena notte da blitz delle forze dell'ordine, liti o ambulanze, hanno giocato un ruolo determinante per uscire dall’emergenza. Tanto più il degrado e la malavita abitavano in via Lago di Bomba, infatti, tanto più il prezzo degli appartamenti scendeva, con unico risultato: le abitazioni venivano affittate a stranieri, prostitute o persone dedite ad attività illegali. Un brutto circolo vizioso da cui, fortunatamente, le due palazzine stanno uscendo del tutto. A raccontare questa riconversione non facile, ma necessaria per a garantire sicurezza e decoro, è l'amministratore del condominio, l'ingegner Bartolomeo Bottone. «La situazione è completamente cambiata rispetto a dieci anni fa», dice. «Prima gli appartamenti erano vecchi, fatiscenti, con impianti non a norma e in alcuni casi pericolosi. Le case ospitavano soprattutto extracomunitari stipati in piccoli appartamenti».
Si è quindi deciso di scommettere su una serie di interventi orientati da un’unica bussola: la legalità. «Abbiamo cominciato con la ristrutturazione dei due edifici e la dotazione della videosorveglianza», prosegue Bottone. «Abbiamo puntato molto sul ripristino delle condizioni igieniche, spingendo gli inquilini a fare altrettanto. Grazie alle telecamere, abbiamo costretto chi sporcava, o commetteva reati negli appartamenti, a desistere per paura di essere scoperti».
Tra le grandi battaglie promosse dall'amministratore, quella contro la prostituzione, che negli ultimi anni ha dato i suoi frutti. Alla riqualificazione delle palazzine, grazie a un'opera di sensibilizzazione nei confronti dei proprietari, ha fatto seguito la ristrutturazione di numerosi appartamenti. «Oggi, ad esempio, ci sono solo 3 o 4 alloggi affittati a immigrati regolari», chiosa Bottone, «che vivono in 2 o 3 persone al massimo». Come a dire che più si rispettano le regole, meno problemi si creano. (a.l.)
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