Più vigili in strada «Basta doppie file per prendere il caffè»

18 Ottobre 2016

Il comandante della polizia municipale: «Aumentata la presenza a piedi tra la gente e non solo per multare»

PESCARA. Sono ovunque. Da qualche giorno imbattersi in una pattuglia dei vigili urbani è facile e frequente. Più del solito. Se non li vedi, capisci che sono all’angolo o che li stai per incrociare dalla rapidità con cui l’automobilista che ti precede molla il telefonino che fino ad un secondo prima aveva incollato all’orecchio. O dal repentino ripensamento con cui chi guida l’auto davanti a te rinuncia a fermarsi in doppia o tripla fila dopo aver percorso gli ultimi cento metri a passo di lumaca e con le 4 frecce inserite (se va bene). Ovviamente anche le multe “inattese” hanno avvertito i pescaresi che la presenza della polizia municipale è più massiccia. Basta pensare alla gragnuola di verbali per divieto di sosta piovuti sabato in zona stadio prima durante e dopo la partita dei biancazzurri con la Samp.

Colonnello Maggitti, che succede? Il comando dei vigili urbani che dirige ha avuto un’infornata di agenti all’insaputa di tutti?

«Ma quale infornata... Insieme all’amministrazione comunale, sindaco e vicesindaco in testa, stiamo cercando di dare maggiore visibilità alla presenza dei vigili sulla strada. Invece che girare in macchina e fermarsi all’occorrenza, riteniamo che sia più opportuno e utile che gli agenti scendano dall’auto per presidiare vie e piazze. Per sanzionare ma non solo e non come unico scopo. Il vigile deve essere una presenza che dà sicurezza, deve prevenire il problema, raccogliere lamentele, indicazioni, dirimere nodi di circolazione, controllare attività...».

E come avete risolto la cronica carenza di personale?

«Stiamo facendo uno sforzo e in tal senso siamo peraltro aiutati dal fatto che è terminato il periodo estivo, con le ferie da smaltire. Ora in media dal lunedì al venerdì negli uffici ci sono dalle 115 alle 120 unità e i tre quarti sono sul territorio, circa 80/90 agenti tra mattina e pomeriggio».

Anche nel fine settimana sembra che la presenza in strada sia aumentata, come dimostrano le cento e più multe allo stadio...

«Per motivi di servizio i riposi e ferie di sabato sono stati fatti ruotare diversamente, razionalizziamo le ferie in prefestivi e lavorativi in modo da avere più personale disponibile perché distribuito meglio su tutta la settimana. Per le partite di calcio cerchiamo di intervenire con pattuglie aggiuntive, non soltanto per la viabilità, ma anche per riscontrare infrazioni. In genere posizionavamo il personale solo alle transenne, ma sempre più i cittadini chiedono di esercitare il proprio sacrosanto diritto di uscire o rientrare a casa senza trovare auto davanti al garage, per esempio. Sono stati tanti gli esposti intorno all’Adriatico per questo. Ha ragione chi vuole andare al campo, ma anche chi vive nella zona».

Questione di mancanza di civiltà ed educazione civica degli automobilisti dunque?

«Reprimere con sanzioni è necessario. In viale Regina Margherita per esempio, dove è stata inaugurata da poco una meritoria opera, la pista ciclabile, l’attenzione è alta: siamo piu presenti per evitare la sosta in doppia fila o quella sui marciapiedi. Dobbiamo andare a incidere per tappe e obiettivi su un insieme di vie. Anche per educare la cittadinanza: non abbiamo piacere ad andare a verbalizzare, ma è giusto che chi non va allo stadio, per tornare al discorso delle cento multe, possa beneficiare del diritto alla mobilità».

Ci dobbiamo aspettare un bilancio di fine anno con incremento di multe e incassi per il Comune?

«Vedremo, ma non credo, penso piuttosto a verbali aumentati in alcune zone e decremento altrove».

I pescaresi stanno diventando più rispettosi delle regole?

«Facciamo tante infrazioni che potremmo evitare. Purtroppo si prende l'auto troppo. E manca il senso dell’interesse comune e il comportamento dei singoli sommati minano la sicurezza e l’incolumità di tutti. Vige sempre la scusa dell’“attimino” per la fermata all’incrocio, i “due minuti per andare in farmacia” o “a prendere il caffè” o “il bambino a scuola”. Senza considerare che sommando il minutino di quello e di quell’altro certi incroci sono sempre occupati e le vie di accesso hanno eterne code mostruose di mezzi.

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