Plasma dei guariti a chi sta male Via libera alla cura-esperimento

PESCARA. Curare i pazienti affetti dalle forme più gravi del Covid-19 con il sangue, e in particolare con il plasma, delle persone che sono guarite dal coronavirus. Via libera in Abruzzo alla...
PESCARA. Curare i pazienti affetti dalle forme più gravi del Covid-19 con il sangue, e in particolare con il plasma, delle persone che sono guarite dal coronavirus. Via libera in Abruzzo alla sperimentazione per valutare di quella che tecnicamente si chiama immunoterapia passiva con plasma. Mentre il mondo intero è al lavoro per cercare un vaccino ed una terapia, fra le ipotesi individuate, una strada importante è rappresentata proprio dall'uso del plasma, la parte liquida del sangue, di coloro che sono completamente guariti dalla malattia. Si tratta, infatti, di soggetti che hanno sviluppato anticorpi specifici contro il coronavirus, che possono servire a chi è malato per contrastare il Covid-19.
Il punto di partenza è che nei pazienti guariti e immunizzati è presente un titolo sufficientemente elevato dei cosiddetti "anticorpi neutralizzanti specifici": in base a numerosi studi e sperimentazioni si può ritenere che abbiano la capacità di neutralizzare il virus Sars-Cov-2, distruggere le cellule infettate e ridurre il livello di infiammazione dei tessuti polmonari. Lo studio, in Abruzzo, è stato promosso dal Centro regionale Sangue in sinergia con il Servizio trasfusionale di Pescara, che ha il ruolo di centro di riferimento per la sperimentazione. Il tutto in collaborazione con i Servizi trasfusionali della Regione, che avranno il compito di produrre e qualificare il plasma iperimmune, e di laboratori di virologia specializzati.
Lo studio presuppone inoltre un ampio coinvolgimento di molte unità operative cliniche regionali Covid-19, che avranno il compito di trattare i pazienti con il plasma iperimmune e di valutarne i potenziali benefici terapeutici. I risultati ottenuti sui primi pazienti, infatti, daranno indicazioni importantissimi sull'efficacia del trattamento, che poi potrà essere ripetuto anche su altre persone. In questa prima fase la sperimentazione inizierà nelle Asl di Chieti e di Pescara. Il direttore del Centro Regionale Sangue, Pasquale Colamartino, sottolinea come «l’immunoterapia passiva effettuata con l’impiego del plasma di pazienti guariti da Covid-19, potrebbe rappresentare una opzione terapeutica promettente nel trattamento delle infezioni da Sars-Cov-2, anche sulla base di precedenti esperienze positive sperimentate per il trattamento di altre infezioni virali pandemiche come Sars, Mers (altre due patologia provocate da coronavirus, ndc), influenza aviaria ed Ebola». L'esperto spiega che, nella fase iniziale, la terapia verrà sperimentata su pazienti Covid-19 che sono in condizioni cliniche severe, ai quali verrà somministrato il plasma iperimmune già dai primi 7-14 giorni dall’esordio dei sintomi. «L'obiettivo», sottolinea Colamartino, è «prevenire la rapida progressività della malattia e ridurne la mortalità. I pazienti guariti che avranno espresso la volontà di aderire alla sperimentazione», aggiunge il direttore del Centro regionale sangue, «potranno donare il loro plasma presso i Servizi trasfusionali partecipanti, solo dopo essere stati sottoposti ad una rigorosa selezione».
Il plasma donato verrà sottoposto a tutte le indagini di laboratorio e alle procedure di inattivazione virale previste dai protocolli per garantirne sicurezza ed efficacia. L'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, nell'annunciare l'inizio delle procedure, sottolinea che «dopo l’avvio delle sperimentazioni farmacologiche, l’Abruzzo parte anche con un altro progetto scientifico: ci auguriamo possa rappresentare un percorso efficace per combattere la diffusione dei contagi». (l.d.)
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