Poca neve, ora si teme per l’acqua L’Aca: a rischio la prossima estate

Brandelli: «Monitoraggio intensificato, riunioni settimanali per controllare le risorse disponibili» E oggi in Comune il bilancio dei lavori per potenziare il sistema depurativo a tutela di fiume e mare
PESCARA. La mancanza di neve non preoccupa solo gli operatori turistici della montagna, che hanno già lanciato l’allarme per la stagione a rischio, ma anche l’Azienda consortile acquedottistica che sta monitorando costantemente la risorsa idrica disponibile. «Per arricchire le riserve è indispensabile la neve, e se non c’è ci preoccupa», dice Giovanna Brandelli, presidente dell’Aca. «Abbiamo già intensificato il monitoraggio e la cabina di regia si riunisce ogni lunedì per fare il punto della situazione, cioè il bilancio sulle risorse idriche». È presto, però, per lanciare l’allarme su una eventuale emergenza idrica che potrebbe abbattersi di nuovo sulla popolazione e sui turisti nei mesi più caldi dell’anno, come avvenuto nel 2021. «Dobbiamo stare tutti attenti ma c’è tempo fino alla fine di febbraio per proseguire questo monitoraggio» e l’esperienza degli anni passati insegna che le procedure per dichiarare l’emergenza idrica, a livello regionale, verrebbero attivate a marzo. «Ma è presto per dirlo», prosegue Brandelli che oggi sarà in commissione Ambiente, al Comune di Pescara, per fare il punto sugli interventi in corso, da parte di Aca, per un importo di circa 22 milioni di euro (la somma è lievitata di circa due milioni per gli aumenti dei prezzi scattati nel 2022).
Ad invitarla è stato il presidente della commissione Ivo Petrelli, che annuncia la seduta di oggi e anche la presentazione, da parte del sindaco Carlo Masci, dell’istanza alla Fee (Foundation for Environmental Education) per ottenere il riconoscimento della Bandiera blu, per il terzo anno consecutivo. Il Comune conta di cogliere questo obiettivo anche grazie ai lavori che sono stati portati avanti dall’Aca e a quelli ancora da realizzare, spiega Petrelli.
Gli interventi di cui si sta occupando l’Aca servono a superare i limiti dell’attuale sistema, che fa confluire nelle fogne sia i reflui civili sia l’acqua piovana creando, in caso di pioggia, un sovraccarico del depuratore che ha dimostrato in più occasioni di non riuscire ad accogliere l’intera portata, per cui una parte finiva direttamente nel fiume.
L’Aca prevede la realizzazione di una serie di vasche (le gare sono state già chiuse e sono state individuate le ditte): «Per tre di queste vasche hanno già preso il via gli interventi, in altri punti i cantieri apriranno nei prossimi tre o quattro mesi», annuncia Brandelli. Le vasche previste sono state studiate per delle «zone strategiche» e cioè in via Pepe, alla Madonnina, in via del Concilio, Le Mainarde, Capacchietti, via Primo Vere e via Ombrone: la loro funzione è quella di raccogliere l’acqua piovana che poi, passando per il collettore (da raddoppiare) finirà al depuratore, che l’Aca sta potenziando (i lavori sono stati sbloccati nel 2021) proprio in vista della maggiore quantità delle acque che si riverserà dalle vasche. E queste opere si aggiungono a quelle già realizzate, vale a dire il DK15, una rete di connessione al depuratore degli scarichi che finivano direttamente nel fiume, per non compromettere la qualità delle acque di balneazione. «Continua quindi l’azione di potenziamento del sistema a tutela del fiume e del mare e nel 2024 cambierà l’assetto depurativo della città». Quanto alla disponibilità idrica, conclude Brandelli, «ora estraiamo 3.000 litri al secondo, soddisfacendo il bisogno attuale. Attraverso i nostri controlli sulla pressione, poi, dove ci sono dei cali cerchiamo di prevenire o contrastare le perdite, evitando che si verifichino rotture».

