Pochi infermieri, 4 reparti a rischio blocco

8 Ottobre 2016

Uil e Nursind lanciano l’allarme per il mancato rinnovo dei contratti a 28 unità. Contestata la Asl, appello alla Regione

PESCARA. È polemica, da parte dei sindacati, nei confronti della Asl, per la carenza di personale infermieristico e di operatori socio sanitari in 4 reparti. La Uil Fpl (Federazione poteri locali) e il Nursind segnalano il problema e sollecitano soluzioni, facendo emergere le situazioni più critiche che si registrano all'ospedale di Pescara.

Francesco Marcucci, della Uil, parla di un «aggravamento della cronica carenza di personale, visto che i contratti a tempo determinato sono stati prorogati solo a 38 unità a fronte dei 66 in servizio». Si rischiano «disservizi nell'assistenza», dice il sindacalista, e nei reparti di Neonatologia e Nido il carico di lavoro è diventato «insostenibile» a causa dell'aumento dei neonati, dopo la chiusura dei punti nascita degli altri ospedali, e ci sono solo due infermieri per i turni pomeridiani e notturni. Marcucci pone l'accento sulla sezione di Terapia intensiva neonatale, che conta «quattro stanze di degenza, con quattro infermieri di giorno e tre di notte il che vuol dire che un'infermiera deve gestire due stanze insieme», al calar del sole. Eppure, dice sempre il sindacalista, l'amministrazione sembra ignorare queste carenze e «si affaccenda a reiterare richieste alla Regione per l'assunzione di personale amministrativo, in particolare dirigenziale».

Antonio Argentini, del Nursind, pone l'accento invece sulle «gravi carenze di personale infermieristico e Oss» sorte all’inizio del mese in Chirurgia uno e Chirurgia vascolare dove cinque infermieri interinali con contratto a tempo determinato non sono stati confermati e la carenza viene compensata parzialmente da due infermieri della Chirurgia 2 che coprono alcuni turni.

Il personale presente in queste Chirurgie, sottolinea il sindacato, è composto da nove infermieri e tre Oss, ma dovrebbero essere 16 infermieri e tre Oss, a fronte di 22 posti letto più due di day hospital per la Chirurgia uno e otto più due di day hospital per la Chirurgia vascolare. In più entrambi i reparti svolgono servizio di accettazione dei pazienti provenienti dal pronto soccorso, assicurando sia interventi di urgenza che programmati.

Per il segretario del Nursind i carichi di lavoro attuali sono «enormi» e non è possibile assicurare «un'assistenza adeguata, in quanto il personale si deve occupare contemporaneamente di assistere e preparare i pazienti da sottoporre ad intervento e di assistere il chirurgo nelle consulenze».

Questa organizzazione «mette a rischio i pazienti e il personale, esposto ad uno stress psicofisico inaccettabile che comporta un potenziale incremento di errori e di denunce da parte di degenti e familiari». Guardando alle condizioni di lavoro il Nursind fa anche notare che il recupero psicofisico del personale è «impossibile», tanto più che in alcuni casi vengono cancellati i riposi e prevista la copertura di turni doppi.

Scrivendo al presidente della Regione Luciano D'Alfonso, all'assessore alla Sanità Silvio Paolucci e ai vertici della Asl il Nursind chiede «il rispetto dei livelli organici minimi previsti dalla normativa, cioè 16 infermieri e 8 Oss». Semmai ciò non fosse possibile il sindacato chiede di «valutare l'accorpamento delle Unità o la loro chiusura e il trasferimento del personale in altre Unità operative con la limitazione degli interventi alle sole urgenze». Tra le sollecitazioni del Nursind «lo sblocco delle assunzioni del personale infermieristico e di Oss».