Polemica sulla caccia ai cinghiali Il sindaco: «No dentro la Riserva»

7 Novembre 2021

PENNE. Negli ultimi giorni si sono fatte sempre più insistenti le voci di una possibile riapertura della caccia a ridosso dell'area protetta del Lago di Penne ma il Comune ha subito chiarito come...

PENNE. Negli ultimi giorni si sono fatte sempre più insistenti le voci di una possibile riapertura della caccia a ridosso dell'area protetta del Lago di Penne ma il Comune ha subito chiarito come stanno le cose. La riapertura sarebbe vista di buon occhio in particolare dal comparto agricolo, che mira a limitare il proliferare incontrollato di cinghiali per i danni provocati negli anni alle culture. Di tutt'altro avviso, invece, coloro che gestiscono le attività di escursionismo all'interno dell'Oasi protetta e gli stessi gestori della riserva naturale. L'apertura della caccia metterebbe di fatto a rischio il turismo green per gli amanti delle passeggiate, delle escursioni in bici, a piedi ed in canoa.
La patata bollente è subito toccata al neo sindaco Gilberto Petrucci, che per il momento non ha aperto alla caccia all'interno dell'Oasi. «Non c'è alcuna intenzione di aprire la caccia all'interno della riserva naturale, ma solo fuori», ha assicurato il primo cittadino di Penne. Il proliferare di cinghiali è mal digerito soprattutto a ridosso del sentiero Serafino Razzi, quello che dal parcheggio Fonte Nuova conduce all'interno dell'Oasi. Già negli anni scorsi il direttore della riserva, Fernando Di Fabrizio, aveva denunciato spari ingiustificati a ridosso della zona protetta e vicino a diverse abitazioni. «Non è stato deciso nulla per il momento», spiega il consigliere comunale delegato all'agricoltura Federico Domenicone. «Nei prossimi giorni convocheremo dei tavoli tecnici con tutte le parti in causa. C'è l'esigenza di tutelare il mondo agricolo così come quello turistico», commenta.
«La notizia che si stia prendendo in considerazione l’idea di aprire la caccia sui sentieri che ogni giorno frequentiamo con visitatori provenienti da tutto il mondo è intollerabile e ingiustificabile», fa sapere senza mezzi termini il direttore di Wolftour, Antonio Stroveglia, che ha promosso escursioni all'interno della riserva. «Le forze produttive che si sono riunite intorno alla Riserva Lago di Penne e che ogni giorno realizzano un modello di sviluppo sostenibile non possono rimanere silenti. La Riserva Naturale Regionale Lago di Penne è uno dei pochissimi attrattori di lavoro nelle terre vestine e se il nostro sforzo per contrastare la “fuga dai monti” dei giovani residenti. Noi ci rifiutiamo di portare gente in bici o a piedi con il rischio di prendere una fucilata», conclude Stroveglia. (f. bel.)