Poliziotto fiuta l’inganno e fa arrestare i finti tecnici

16 Gennaio 2016

Il Sovrintendente, non in servizio, nota un’auto sospetta pedinare le “prede” e fa scattare subito la trappola mentre la banda era già in casa dei due coniugi

PESCARA. Un anziano in bici e un’auto con quattro persone a bordo che lo segue lentamente, senza dare troppo nell’occhio e senza che lui se ne accorga. Di fronte a questa scena, il sovrintendente Federico Silvestri, poliziotto libero dal servizio, si insospettisce e decide di seguire, passo dopo passo, l’evolversi della situazione. Poco dopo, scoprirà che la banda intendeva davvero mettere a segno un furto ai danni di quel ciclista. Così il colpo sfuma e per il gruppetto scatta l’arresto, proprio grazie all’intervento di Silvestri che nel frattempo chiede aiuto ai colleghi della Squadra volante, diretti da Dante Cosentino, per bloccare i malviventi.

I timori del sovrintendente sorgono quando scorge sulla Opel Corsa il profilo di Rocco Bevilacqua, un rom con il quale ha già a avuto a che fare in passato. Nel giro di pochi secondi, le perplessità del poliziotto si rivelano fondate. Quando l’anziano arriva sotto casa, vicino al centro commerciale Il Delfino, dall’auto scendono tre uomini che, indossati cappellino e occhiali da sole, si mettono a seguirlo. Uno si ferma in strada, due lo agganciano nei pressi del garage presentandosi come tecnici dell’Enel impegnati in un controllo per una fuga di gas. Il quarto resta in attesa, a bordo della Opel.

Lì per lì, l’anziano abbocca alla storiella che gli viene propinata ed entra in casa insieme agli sconosciuti. I finti tecnici hanno una cartellina tra le mani e continuano a parlare della perdita di gas all’anziano e alla moglie (di 75 anni). Così, mentre uno cerca di distrarre l’uomo, chiedendogli di attivare l’impianto, l’altro coglie l’attimo in cui la donna entra in bagno e passa in rassegna tutte le stanze della casa, alla ricerca di soldi e preziosi. Indispettiti da questo comportamento, i padroni di casa intimano ai due di lasciare subito l’abitazione, minacciandoli di chiamare le forze dell’ordine. Temendo di finire nei guai, i finti tecnici Enel escono trafelati dall’appartamento ma, raggiunta la strada, scoprono che oltre al complice c’è ad attenderli anche la polizia.

A richiamare l’intervento della Volante è stato il sovrintendente Silvestri, che grazie al tempestivo intervento dei colleghi blocca subito il conducente della Opel per poi introdursi nel palazzo e incrociare i ladri in fuga. Questi cercano subito di giustificarsi raccontando di essere in cerca di un appartamento da affittare, perché la loro casa è stata sequestrata dalla polizia. Ma a smentirli è proprio l’82enne che, affacciatosi alla finestra, urla agli agenti come sono andate davvero le cose. Per i quattro scatta l’arresto con l’accusa di tentato furto aggravato: con Rocco Bevilacqua, 46 anni, sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali, ci sono Ferdinando Bevilacqua, di 45 anni, e Fabio e Claudio Spinelli, di 49 e 43 anni, che hanno precedenti per reati simili. Tutti finiscono ai domiciliari, dopo la convalida, e gli Spinelli vengono anche sottoposti alla sorveglianza speciale.

«È successo tutto grazie allo spirito di osservazione, all’acume e alla prontezza di riflessi di un componente della Volante», commenta Cosentino, e «l’esperienza lavorativa si è rivelata molto utile», aggiunge Silvestri che ha deciso di non mollare la presa e di seguire il suo intuito, dopo aver riconosciuto Bevilacqua.

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