Ponte sul fiume Cerulo inagibile da 3 anni

CASTIGLIONE A CASAURIA. Malgrado il Covid e le poche giornate calde dell'inverno in corso continuano i lavori di recupero e consolidamento, avviati nello scorso mese di ottobre, del viadotto sul Rio...
CASTIGLIONE A CASAURIA. Malgrado il Covid e le poche giornate calde dell'inverno in corso continuano i lavori di recupero e consolidamento, avviati nello scorso mese di ottobre, del viadotto sul Rio Cerulo, che origina da Capo D'acqua per sfociare nel fiume Pescara, e che collega, la zona bassa del paese con il centro cittadino e con l'abitato di Pescosansonesco più a monte. Un ponte di circa 80 metri di lunghezza, realizzato molti decenni fa, con tre campate con strutture prefabbricate, imposte su quattro pile in cemento armato, che da oltre tre anni è stato chiuso ed interdetto alla circolazione per accertata pericolosità, dovuti a cedimenti della fondazione dei pilastri di valle.
«Al cedimento», spiega il sindaco Biagio Petrilli, «si è aggiunta una rotazione della struttura che ha richiesto più studi e una più impegnativa progettazione per un suo recupero funzionale».
L'interdizione del traffico sul ponte ha reso finora difficoltoso il collegamento con il vicino santuario del Nunzio Sulprizio a Pescosansonesco, per il disagio che la viabilità alternativa, che solca la parte periferica del paese, consente il solo transito per un unico senso di marcia.
Si è ovviato finora grazie al semaforo. Si spera oggi che il consolidamento della struttura, che prevede un investimento di oltre un milione 800mila euro ottenuto dalla Provincia di Pescara, possa essere completato in tempi brevi per recuperare la piena funzionalità della strada e del collegamento viario con i centri più interni del territorio, compatibilmente con i possibili slittamenti per la restituzione del cantiere dovuti ad eventi atmosferici non favorevoli e alla situazione dell’emergenza Covid.
Il progetto, approntato dal dall’ingegnere Marco Pietrangeli, dal geotecnico Andrea Tagliaferri e seguito per la direzione la sicurezza in cantiere dagli ingegneri Giorgio Carelli e Piergiuseppe Fiucci, ha dovuto superare gravose difficoltà tecniche, risolte con la il recupero del cedimento a valle e della rotazione subita dalla struttura transitabile.(w.te.)
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