Pontone rotto già al terzo giorno Ennesima beffa per i balneatori

FRANCAVILLA. Il pontone si rompe e i lavori per la ricarica delle scogliere si fermano. L'ultima beffa per i balneatori francavillesi è arrivata giovedì pomeriggio, quando il mezzo della ditta...
FRANCAVILLA. Il pontone si rompe e i lavori per la ricarica delle scogliere si fermano. L'ultima beffa per i balneatori francavillesi è arrivata giovedì pomeriggio, quando il mezzo della ditta Tenaglia utilizzato per trasportare le tremila tonnellate di roccia da posizionare a difesa della costa è andato fuori uso a causa di un problema meccanico, rendendo impossibile la prosecuzione dei lavori. I primi ad accorgersene sono stati i diretti interessati, non vedendolo in azione ieri mattina. Da quello che risulta, l'ultimo intervento di ricarica è avvenuto sulle scogliere davanti allo stabilimento Lido Bianco, nel pomeriggio di giovedì. Da quel momento, è stato costretto a far rientro ai box. I motivi che ne hanno determinato la rottura non sono ancora chiari, ma quel che è certo è che senza il pontone l'ultimo tratto che arriva fino al confine con Pescara non può ricevere i massi per ricaricare le scogliere. Il mezzo, dopo mesi di attesa, era entrato in funzione nel pomeriggio di lunedì, iniziando il lavoro di posizionamento del materiale roccioso. L'intervento è andato avanti per tre giorni, fin quando non si è verificato l'intoppo. Un guaio che rischia di avere conseguenze più importanti rispetto al semplice ritardo nella conclusione dei lavori: questo perché il completamento dell'opera a difesa della costa deve concludersi tassativamente entro il 30 di giugno. Oltre, per legge, non si può andare, trovandoci in piena stagione balneare.
In base alla tabella di marcia, per finire il lavoro iniziato lunedì occorrono almeno altri quattro giorni. Ciò significa che il tempo a disposizione c'è ancora, ma a questo punto tutto dipende da quanto occorrerà per riparare il mezzo. Se non si riuscirà a chiudere entro fine mese, con ogni probabilità se ne riparlerà a settembre. Ed è probabile che bisognerà far passare la stagione balneare anche per proseguire nei lavori di ripascimento sommerso, iniziati a Francavilla il mese scorso ma poi sospesi dopo lo sversamento dei primi camion di sabbia. In quel caso a determinare lo stop era stata una schiumetta bianca affiorata in superficie, che aveva allarmato gli addetti ai lavori, facendo temere che la sabbia utilizzata non fosse idonea. Proprio per questo i tecnici hanno deciso di fermarsi, in attesa di ulteriori analisi. Nel frattempo, lunedì dovrebbero iniziare i lavori di escavo al porto turistico di Pescara, da dove Francavilla potrebbe attingere almeno 5mila metri cubi di sabbia da utilizzare per il ripascimento. Anche in questo caso, però, considerato che il periodo di stop ai lavori arriva tra dieci giorni, è praticamente certo che gli stessi vengano rimandati a fine estate, quando i bagnanti saranno andati via e le spiagge liberate da palme e ombrelloni.

