Popoli, pasticciere muore in casa: trovato dopo 2 giorni

Commozione per la scomparsa di Emidio Giardini: aveva 55 anni Era anche allenatore di basket, il dolore della società Hops
POPOLI. Erano due giorni che non si presentava al lavoro nella pasticceria del caffè Firenze, in piazza XX Settembre, proprio lui che era sempre preciso e puntuale. Le ricerche sono partite dalla segnalazione del titolare del bar e hanno portato a una scoperta che addolora Popoli: Emidio Giardini, 55 anni, è stato trovato morto nel suo appartamento del quartiere Peep Uno. A stroncarlo è stato un infarto.
Una persona tranquilla, un lavoratore serio, che ha sempre svolto l’attività di pasticciere: ha lavorato anche al Number One. Ed è in lutto anche il mondo dello sport popolese: Giardini era anche un allenatore e un socio storico della società di basket Hops Popoli. A lui erano affidate le squadre dei ragazzi, dai 13 anni in giù, che lui allenava e preparava nel Centro sportivo Franco Pasta di Popoli.
Ieri, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco del distaccamento di Popoli, accompagnati dai carabinieri coordinati dal capitano Antonio Di Cristofaro, per aprire l’appartamento in cui Giardini viveva da solo. È stato accertato che la morte è stata provocata da cause naturali: la salma è stata restituita ai pochi parenti, residenti a Castiglione a Casauria, per i funerali che si terranno oggi alle 15 nella chiesa di Santa Maria della Pace nella zona Peep. Il corteo funebre partirà dalla Casa funeraria Costantini dove la salma è stata composta e dove ieri ha ricevuto tante le visite, l’ultimo saluto dei suoi piccoli allievi sportivi, di coloro che operano nel mondo dello sport e della comunità cittadina.
«Il nostro Emidio», ricorda il presidente della società di pallacanestro Federico Martino, «era molto appassionato e completamente dedito all’attività di insegnamento ai ragazzi. Il suo settore è sempre stato il minibasket. Si dedicava anche a svolgere altre mansioni per la nostra società che era il suo mondo insieme al lavoro».
«Era un uomo bravo e buono», racconta l’ex presidente della Hops Marco Di Stefano, «si impegnava completamente per gli altri e per i ragazzi che allenava. Per noi era anche delegato a rappresentarci nella Federazione sportiva».
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