Popoli ritrova la sua vecchia casa: il Comune torna nell’ex convento

Sei milioni saranno destinati dall’ufficio per la ricostruzione al recupero dello stabile di Salita Di Cocco La sede recuperata ospiterà la biblioteca, il museo D’Ascanio e i servizi. Ma i lavori dureranno 4 anni
POPOLI . Con la trasmissione da parte della presidenza del Consiglio dei ministri delle linee guida per il trasferimento delle risorse all'ufficio speciale per la ricostruzione di Fossa (L’Aquila), si avvia definitivamente il Piano annuale 2018, approvato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe). Per Popoli prevede il recupero dell'ex Convento San Domenico, situato in centro città sulla Salita Di Cocco, per un importo di circa 6 milioni di euro. Lo storico edificio fu chiuso all'indomani del terremoto del 6 aprile 2009, avendo riportato gravi danni e lesioni alle strutture, tanto da essere dichiarato inagibile. La sede municipale fu trasferita in un edificio situato sul lungofiume Pescara dove è ancora tutt'ora operante.
«Ritengo questo il risultato più importante conseguito da questa amministrazione», esordisce il sindaco Concezio Galli, «dopo un iter durato 8 anni e che nel maggio 2018 ha visto sottoscrivere l'accordo di valorizzazione fra il Comune di Popoli, il ministero dei Beni e delle attività culturali, e l'Agenzia del Demanio, accordo che ha consentito il trasferimento dell'intero complesso edilizio alla proprietà del Comune di Popoli. Il programma di valorizzazione di questo immobile è inserito in un più ampio programma di recupero e ricostruzione a seguito degli eventi sismici del 6 aprile 2009».
Le prime risorse assegnate e già disponibili ammontano a circa un milione e centomila euro e saranno destinate alla predisposizione di un progetto di recupero e consolidamento che i tecnici hanno preannunciato essere di notevole complessità, alla luce delle caratteristiche architettoniche e strutturali dell'intero complesso edilizio. «Il programma sottoscritto», riprende il primo cittadino, «prevede che la conclusione dei lavori avvenga nell'arco di 4 anni e 3 mesi e la proposta progettuale dovrà mirare a favorire la massima utilizzazione per la fruizione pubblica della struttura, sia attraverso la biblioteca comunale prima ospitata nello stabile e che tornerà nella sua sede originaria, sia attraverso una sala convegni e uno spazio dedicato alle opere dell'ingegner Corradino D'Ascanio».
I servizi amministrativi saranno dislocati nel piano superiore dove erano già operanti all'epoca del sisma. Il recupero di questo edificio simbolo della città, i cui lavori cominceranno appena conclusi gli iter amministrativi, restituirà alla città la disponibilità di una funzione pubblica oggi non presente. «Esprimo soddisfazione per l'avvio di questo progetto che rappresenta una sfida per la nostra città», conclude Galli, «sia perché premia il nostro lavoro svolto negli anni scorsi».
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