Porta Nuova, i viaggiatori «Più controlli e vigilanza»

28 Ottobre 2021

Nello scalo gravitano 400 pendolari al giorno: «Mancano la biglietteria e il bar»  Ferrovie: l’area è videosorvegliata, compresi i binari, e ci sono gli annunci sonori

PESCARA. Quattrocento viaggiatori al giorno, secondo Ferrovie dello Stato, in arrivo o in partenza dalla stazione di Porta Nuova. Da nord, fino a Giulianova e a Teramo, a sud verso Termoli, e ad Avezzano. I passeggeri, prevalentemente pendolari per lavoro e studenti, chiedono più controlli e vigilanza negli spazi intorno ai binari e nei locali interni, all’indomani dell’incidente di martedì scorso nel quale è rimasta coinvolta una 53enne di Sulmona, M.S., che ha tentato di prendere un treno in corsa (non si è accorta in tempo dell’arrivo del convoglio che attendeva) ed è rimasta ferita ad un piede.
Soccorsa e trasportata in ospedale a Pescara per essere curata dai sanitari, la donna è stata sottoposta all’amputazione di alcune dita del piede sinistro. Un episodio che ha impressionato chi ha assistito alla scena e chi ha seguito i fatti e che punta i riflettori sull’importanza di rispettare le regole della sicurezza imposte nell’area ferroviaria, ieri mattina semideserta. Tra le 10 e le 11.45 non più di una decina di viaggiatori si sono materializzati tra i binari 1 e 4 della stazione che si affaccia su viale Vittoria Colonna. E una voce maschile all’altoparlante ripeteva continuamente: «Treno in transito, allontanarsi dalla linea gialla». Ovvero il limite di sicurezza da non valicare se il convoglio non è fermo, posto tra il confine del binario e il marciapiede dove sostano i passeggeri in partenza o in arrivo.
Ferrovie spiega che tutta l’area della «fermata di Porta Nuova è videosorvegliata, è presente la diffusione sonora per gli annunci e ci sono telecamere nell’atrio e nel fascio binari».
La stazione di Porta Nuova avrebbe «molte potenzialità», secondo i passeggeri, se solo fosse dotata di servizi aggiuntivi come bar e biglietteria, che consentirebbero di creare più movimento in una zona che di notte «diventa terra di nessuno». Ines Frate, pescarese di Porta Nuova, è in partenza per Termoli col figlioletto. Mancano due minuti all’arrivo del treno locale che farà tappa ad ogni stazione fino in Molise e la donna non ha il biglietto in tasca. «Non ho fatto il biglietto perché sarei dovuta andare alla stazione centrale oppure in tabaccheria. Difficile anche la prenotazione sul sito di Ferrovie». Al fianco, il marito Christian che riflette sulla necessità di «potenziare la vigilanza e i controlli qui dentro ma anche fuori, dal momento che di notte, con poca illuminazione, questa zona non appare tranquilla. Mi è capitato anche di segnalare uno zainetto abbandonato allertando le forze dell’ordine. Questa stazione è tranquilla, senza affollamenti, e ha grandi potenzialità, ma mancano anche servizi come uno sportello biglietteria e un bar interno». Ferrovie replica che «nell’atrio è funzionante una macchinetta per acquistare i biglietti con relativa obliteratrice e in zona tante tabaccherie che li vendono» oltre a percorsi per non vedenti e scale con antiscivolo. Tra il binario 2 e 3, seduta su una panchina, c’è Maria Chiara Alberico, studentessa alla D’Annunzio, in attesa del treno regionale che la porta a Scafa: «Magari le norme ci sono ma non vengono rispettate» commenta, «però ho visto gli addetti alla manutenzione sistemare tutta l’area sui binari, non mi sembra una stazione abbandonata». Denis Stjepanovic, 23 anni, italo-croato, studente in Mediazione culturale alla D’Annunzio, in partenza per Torre de’ Passeri: «Il caso della donna è isolato, non vedo pericoli in stazione ma la sicurezza va sempre tutelata». Stessa linea di pensiero di Maria De Tomasis mentre salta sul vagone del regionale che sta per partire verso Scafa.