Porta Teramo, scontro sui lavori
L’architetto Buttari: «L’intonaco? Giusta scelta della Sovrintendenza»
PENNE. La ristrutturazione dell’antica Porta Teramo a Penne ha generato una lunga scia di polemiche social. A molti cittadini non è andata giù la scelta di intonacare la facciata che guarda piazzetta Santa Croce. L’architetto Patrizia Buttari, in passato componente della commissione Centro storico comunale, prova a spiegare la scelta indirizzata dalla Sovrintendenza. «Personalmente ritengo giusta la prescrizione della Soprintendenza», afferma l’architetto. «L’intonaco è stato, in tutte le epoche, il materiale più diffuso ovunque e in ogni tipo di edificio. Il fatto che ci siano state tramandate strutture completamente spoglie di intonaco, non deve indurci a credere che gli intonaci non siano stati applicati», spiega ancora l’architetto Buttari. «A Penne, ad esempio, si è pensato di divulgare l’idea che la definizione di “città del mattone” obblighi a mostrare tutti i paramenti privi di intonaco. I mattoni usati per le superfici murarie costituiscono le cosiddette “cortine”: queste, secondo la qualità dell’argilla usata, potevano rimanere a vista e venivano indicate come “cortine nobili”, realizzate con materiale selezionato e con messa in opera accurata; quando invece erano eseguite con mattoni di qualità più scadente venivano ricoperte con uno strato di intonaco e chiamate “cortine povere”. La cortina di Porta Santa Croce è del tipo “povero” ed è nata come cortina intonacata; infatti, erano ancora ben visibili le tracce dell’intonaco antico che non ha mai subìto un regolare rinnovamento. La mia preoccupazione, più che altro, riguarda gli edifici non sottoposti a vincolo. Bisogna tutelare il monumento, ma anche il suo ambiente di cui rappresenta la cornice», conclude Patrizia Buttari. (f.bel.)
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