«Portami qualcosa: sto male e sono in calo»

12 Novembre 2015

Le intercettazioni alla base del processo: gli imputati chiamavano gli steroidi «ciaccia e fettina grossa»

PESCARA. «Ciaccia», «bresaola», «fettina bella grossa», «filetto» e «proteine». Eccole le parole usate nelle intercettazioni telefoniche alla base del processo su doping e ricette false per riferirsi agli anabolizzanti. «Io adesso sparo», così dice un imputato parlando di una «fialetta puzzolente» troppo vicina alla scadenza. E «sparo», per i carabinieri del Nas, significa proprio che sta per iniettarsi steroidi. Il consumo di doping, poi, diventa certezza, non solo per gli investigatori ma anche per la mamma di uno degli imputati, quando durante una perquisizione in casa spuntano «in un borsello riposto nell’armadio della camera da letto numerosi appunti riguardanti cicli di preparazioni atletiche con assunzioni di prodotti dopanti quali Testovis, Testoenant». «Cosa avete combinato?», sbotta subito la mamma al telefono con il figlio imputato, «io le ho viste le fiale. Ci siamo capiti, basta così, ne riparliamo a casa quando torni». E ha ragione la mamma a preoccuparsi: oltre agli steroidi, i carabinieri scoprono anche che gli appassionati di body building usano anche farmaci per le donne in gravidanza, il Serof, pur di ingrossarsi. «Nella scatola del Serof ci manca un blister da 10», protesta un imputato visto che ha pagato quelle medicine 700 euro. Di 500 euro, invece, si parla per l’acquisto di «proteine»: per gli investigatori, con «proteine» ci si riferisce a prodotti dopanti e non agli integratori alimentari. Anche perché con 500 euro si possono acquistare fino a 20 chili di proteine in polvere. «Ci sta Toni che mi deve pagare le proteine, no?», dice un indagato, «e adesso mi deve dare 500 euro». E poi c’è l’intercettazione che svela la psicologia dei dopati: «Oh vienimi a portare qualcosa qua, sto male, sto in calo». Si parla di «Winstrol a go-go», farmaco nato per il trattamento dell’anemia ma vietato in Italia per possibili danni al fegato. Ma l’importante è apparire grossi e tirati. (p.l.)

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