Porticciolo, assolto l’ingegner De Vito

10 Maggio 2016

Francavilla, dieci anni dopo il fermo del cantiere si chiude il processo al direttore dei lavori sui presunti errori contabili

FRANCAVILLA. L'ingegner Stefano De Vito assolto «perché il fatto non sussiste» nel processo sulle presunte irregolarità di contabilizzazione per i lavori del porto turistico a Francavilla. Una buona notizia, a pochi giorni dalla riapertura del cantiere. La sentenza è del 5 maggio scorso, a sei anni dalla conclusione delle indagini che videro interessato anche l'allora direttore dei lavori dell'approdo turistico.

In sostanza, poco meno di dieci anni di lavori fermi per nulla. La sentenza scaturisce da un filone del procedimento penale principale che ha visto indagati lo stesso De Vito e un'altra decina di persone, tra professionisti e amministratori dell’epoca, su un presunto inquinamento, dal momento che l'area del cantiere del porto si trovava a ridosso di un sito di interesse nazionale (Sin). Nel corso degli anni poi, il Sin è stato declassato e l’inchiesta principale si è chiusa con il non luogo a procedere per prescrizione. Questo stesso procedimento ha dato origine ad altri due filoni di indagine incentrati su ipotetici errori contabili: uno penale, che è quello che appunto ha visto l'assoluzione dell'ingegnere teatino; l'altro alla Corte dei conti. La magistratura contabile dell'Aquila indaga infatti su un presunto danno erariale per il Comune e il giudizio non è stato ancora definito.

Secondo lo studio ingegneristico, le quantità contabilizzate e liquidate risulterebbero in linea con quanto è possibile riscontrare dagli atti. Alle società fornitrici non sarebbe stata dunque corrisposta nessuna somma non dovuta, con evidente vantaggio per l'amministrazione pubblica.

A questo punto, c'è da pensare che il vero danno sia stato causato proprio dal fermo prilungato dei lavori dal 2009, che richiederà circa un milione di euro per gli interventi di ripristino. Le opere per realizzare il porto furono avviate nel 2007 con l'allora sindaco, Roberto Angelucci. In quello stesso anno, per un'inchiesta sul presunto inquinamento da diossina, i lavori furono bloccati. Alcuni mesi dopo il sequestro, il cantiere venne dissequestrato ma l’opera non è più ripartita.

A fine febbraio, l'amministrazione ha annunciato che grazie a un finanziamento regionale sarà possibile completare il porto, almeno per il primo lotto. «Sono felice per l’esito del processo», commenta il sindaco, Antonio Luciani, «per il professionista De Vito e per il porto stesso. È l'ennesima dimostrazione che non serve fare denunce, più utile è occuparsi della città». A onor di cronaca, va ricordato che gli esposti partirono nel 2008, quando era in carica l'amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Nicolino Di Quinzio. Ma il passato è passato, e ora i lavori stanno seriamente per riprendere: giovedì, infatti, le ruspe torneranno sul cantiere con la nuova società appaltante di Trani pronta a portare a termine il primo lotto dei lavori. Ma le opere ripartiranno solo per qualche settimana prima di un nuovo stop: quello in concomitanza della stagione balneare, aspettando la vera ripresa a settembre.

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