«Porticciolo inutile e dannoso»

Tocco, consorzio Grandi alberghi, insorge contro il progetto di Città Sant’Angelo
CITTA’ SANT’ANGELO. «Si tratta di 650 posti barca, 802 per auto, oltre 37 mila metri quadrati di superficie costruita e uno specchio acqueo di 210mila 541mq. Cui prodest?».
A chi possa giovare la realizzazione di un tale progetto se lo chiede il consorzio degli albergatori di Montesilvano, che esprime un giudizio severo su un progetto che, parole di Adriano Tocco, vice presidente degli albergatori, «avrebbe sicuramente effetti moltiplicatori sull’erosione delal costa circostante. Siamo molto preoccupanti» prosegue Tocco «per un'opera che si preannuncia abnorme e impattante sul territorio. Sulla base dell'esperienza e degli studi scientifici più accreditati (si veda tra gli altri il professor Dal Cin, dell'università di Ferrara, già membro del consiglio superiore dei lavori pubblici, nella sua analisi del litorale tra San Benedetto e Ortona), la realizzazione del porto avrebbe effetti dirompenti sul fenomeno erosivo, a partire da quella dei grandi alberghi fino a sud verso Pescara. Una simile opera comprometterebbe irrimediabilmente la qualità delle acque, della balneazione, del paesaggio e le residue qualità naturalistiche della foce del Saline».
Secondo Tocco, «il porto proposto al Comune di Citta ' Sant Angelo cancellerebbe 500 posti di lavoro negli hotel a favore di 10 o 20 posti di lavoro fra porto e indotto. Spazzerebbe via le 300mila presenze turistiche che, ogni anno, realizza la prima industria montesilvanese in cambio delle 500 presenze turistiche che potrebbe produrre una simile opera, fra l'altro a un passo dal Marina di Pescara».
«Non si può far finta di nulla», riprende Tocco, «e ignorare le problematiche: l'infrastruttura in questione rimarrebbe per sempre e andrebbe a insistere su una zona particolarmente attenzionata dal punto di vista paesaggistico, naturalistico e soprattutto dell' inquinamento. Non dimentichiamo» chiosa Tocco «gli echi negativi sulla balneazione di ben otto anni fa, che anche oggi creano difficoltà oggettive nella promozione turistica. Perché allora» si chiede ancora il vice presidente degli albergatori, «non produrre, in luogo di uno sforzo enorme e in giustificato come quello per il porto, un'azione utile a riqualificare il fiume? Il Saline, da problema oggettivo, potrebbe diventare una risorsa per il turismo di tutto il comprensorio: rappresenterebbe quel valore aggiunto alla vacanza e ai cittadini di tutta l' area metropolitana».
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