Porto, avviati i controlli dei fondali

Nuove segnalazioni di zone insabbiate, i rilievi batimetrici effettuati dall’Arta
PESCARA. Una macchia chiara con le alghe in superficie è apparsa sulla banchina nord del porto canale. È l’ennesima segnalazione dello scalo che si va piano piano insabbiando. Il recente dragaggio di 15mila metri cubi di sedimenti, evidentemente, non è bastato a garantire la completa navigabilità anche per le grosse imbarcazioni all’interno del porto.
Intanto, la Capitaneria ha dato mandato all’Arta di effettuare le misurazioni dei fondali. I controlli batimetrici, effettuati con la motonave Ermione, si sono svolti tra mercoledì scorso e ieri, così come riporta un’ordinanza firmata dal comandante Enrico Moretti. A richiederli è stata la società Arap (Azienda regionale attività produttive), guidata da Giampiero Leombroni, che è anche stazione appaltante del prossimo intervento di apertura della diga foranea, in programma per dopo l’estate. E, forse, è questo il motivo che ha spinto la Capitaneria a richiedere i rilievi batimetrici tra il nuovo molo di levante e lo specchio d’acqua intorno alla diga.
Le compagnie marittime continuano a lamentarsi del grave problema dei fondali troppo bassi. Le attività all’interno del porto sono ridotte ai minimi termini. Le petroliere e le grosse imbarcazioni non possono più entrare. Difficoltà di manovra in alcuni punti dello scalo anche per i pescherecci. Ma l’intervento di apertura della diga dovrebbe migliorare il deflusso del fiume al largo riducendo il fenomeno dell’insabbiamento del porto.
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