Porto canale insabbiato, è caos Gli armatori: subito il dragaggio

14 Febbraio 2023

Sempre più difficile il rientro dei pescherecci. E c’è chi si è già spostato a Ortona: «Qui è insostenibile» E cresce la rabbia: «Servono i lavori, ci ripetono che sono pronti soldi e progetto ma è sempre peggio»

PESCARA. Porto canale di nuovo insabbiato e marineria su tutte le furie. Alcuni pescatori stanno seriamente pensando di fermarsi, altri di portare le imbarcazioni, quelle più grandi, al porto di Ortona. Qualcuno lo ha già fatto. «Il porto», dice amareggiato l’armatore Lucio Di Giovanni, «è quasi inagibile. Il problema adesso si è aggravato anche all’interno. Non riguarda più soltanto l’imboccatura. Noi non sappiamo come fare. Non si vuole capire che il fango va tolto, altrimenti la situazione, già critica, peggiora. In questo momento, a rendere tutto più difficile ci sono pure le condizioni climatiche e, quindi, la bassa marea. Per un po’», continua l’armatore, «siamo riusciti ad arrangiarci, ci siamo tenuti i danni, ma adesso è insostenibile. Qualcuno è andato a Ortona, altri lo faranno nelle prossime ore. Ma non possiamo comunque trasferirci tutti quanti lì, perché i posti sono limitati. E allora molti di noi, con le difficoltà enormi che ci sono e non si risolvono, stanno pensando di dire basta. Cosa dovremmo fare? Vai in mare per guadagnare la giornata e poi ci rimetti. Conviene restare a terra».
Di Giovanni racconta che due domeniche fa si è sfiorata la tragedia. «Una imbarcazione», riferisce esasperato, «dopo essere uscita con grande difficoltà dal porto canale, ha rischiato di finire dritta contro la diga. Il motore è andato in blocco e se non fosse intervenuta immediatamente in soccorso un’altra barca, le conseguenze sarebbero state gravissime. La situazione», ripete, «è insostenibile». Fa presente, quindi, che del dragaggio nessuno parla. «Non si sa niente. Si continua a ripetere che c'è tutto, ci sono i soldi, ci sono i progetti, ma noi non vediamo nulla. Noi siamo alle prese con i soliti problemi. E ora non ce la facciamo veramente più».
Anche per Giacomo Fanesi, segretario dell’associazione pesca professionale “Mimmo Grosso”, la situazione al porto sta diventando insostenibile e pericolosa. «È critica», sottolinea, «e i pescatori stanno soffrendo. Il peschereccio Maria Teresa è già ad Ortona, altri non so se stasera rientreranno a Pescara. Quello dei fondali bassi è un problema che si trascina da tempo. Prima però la draga c’era sempre, ora si vede poco o nulla. L’imboccatura si è parecchio ristretta e insieme due barche non riescono più a passare. A complicare il tutto», prosegue, «c’è pure l’alta pressione e questo fa sì che la profondità diminuisce. Con la situazione attuale, non oso pensare a ciò che potrebbe succedere in caso di nebbia». Per il presidente dell'associazione “Mimmo Grosso”, ci vogliono interventi e subito.
E intanto sui social alcuni pescatori hanno pubblicato le foto dei fondali insabbiati per mostrare in quali condizioni sono costretti a lavorare. «Siamo abbandonati», dice A.S., «o così oppure te ne vai in altri porti dove non ti vogliono. Pensate con un po’ di nebbia o mare agitato cosa ci potrebbe accadere». «Stasera per uscire scendiamo e spingiamo», scrive D.M. Un armatore fa presente che la situazione è così da 20 anni. «Quando ero piccolo nel nostro porto attraccava la Tiziano, adesso neanche i modellini ci riuscirebbero. La marineria è abbandonata. I soldi ci sono per tutto, ma per il dragaggio del fiume no. Anni fa c’era la draga fissa. Ora ogni tanto spostano i materiali per liberare la canaletta, ma dopo un po’ è al punto di prima».
Per i pescatori, serve solo il dragaggio, «quello vero», per il quale sono stati stanziati due milioni di euro. Inizialmente si diceva che sarebbe partito in autunno, poi all’inizio del nuovo anno. «Ma qui», ripete l’armatore Di Giovanni, «non si vede e non si sente niente. Ormai non sappiamo più a chi e a cosa credere».