Porto di Francavilla ripartono i lavori dopo 7 anni di stop
Il Comitato Via dice sì al progetto e il Comune sblocca l’appalto Una ditta di Trani completerà l’approdo per la piccola pesca
FRANCAVILLA. Non resterà un’incompiuta il porto di Francavilla, ormai fermo da quasi 7 anni: il comitato regionale di Valutazione di impatto ambientale ha detto sì alla prosecuzione dei lavori per creare 162 posti barca alla foce dell’Alento. Il via libera del comitato Via è arrivato il 22 dicembre scorso. E ieri il Comune ha fatto il suo passo avanti: sarà una ditta di Trani, la Nuova Oceanus Orca srl, a fare i lavori per un importo che sfiora i 2 milioni di euro. Secondo la tabella di marcia, servirà quasi un anno di lavori per ultimare il porto turistico e l’approdo per la piccola pesca. «A questo punto», dice il sindaco Antonio Luciani, «è probabile che a gennaio-febbraio possano riprendere i lavori». Nel 2017, le barche, tra i 6 e i 10 metri, potrebbero ormeggiare al centro di Francavilla.
I lavori del porto sono cominciati nel 2007 con l’allora sindaco Roberto Angelucci. Poi, per mancanza di fondi e per un’inchiesta su un presunto inquinamento da diossina, l’opera si è bloccata diventando il simbolo delle incompiute di Francavilla. «Voglio ringraziare il presidente della Regione Luciano D’Alfonso», dice Luciani, «che ha creduto in quest’opera e ci ha concesso i fondi necessari per finire i lavori a patto di appaltare l’intervento entro il 31 dicembre. Ci siamo riusciti anche se è stata una corsa contro il tempo». Il sindaco è «soddisfatto»: sul suo sito Internet, il mezzo con cui si interfaccia con i francavillesi, ha scritto «anche questa è fatta», quasi un grido di liberazione. «Si tratta di un risultato importante», dice il sindaco, «che si unisce agli altri risultati che stiamo raccogliendo, come la caserma dei carabinieri che sarà presto inaugurata e la ristrutturazione delle scuole attesa da anni. Voglio chiudere i 5 anni del mio primo mandato con la risoluzione di quei problemi storici di Francavilla che ho trovato al mio insediamento».
Adesso, si apre un nuovo fronte: chi gestirà il porto? È ancora presto per dirlo: «Ho sempre detto che avrei pensato alla gestione dell’approdo una volta ripresi i lavori», afferma Luciani, «di certo, è necessario trovare una strutturazione. Ci penserò presto a quanto pare».
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