Porto di nuovo insabbiato I pescherecci si arenano

2 Dicembre 2015

L’associazione Armatori lancia l’allarme dopo i problemi di domenica e lunedì Appello alla Regione per i lavori. «Non si metta a rischio la vita di chi è a bordo»

PESCARA. Con il maltempo e le mareggiate tornano anche i problemi del porto di Pescara, i cui fondali sono di nuovo insabbiati, in alcuni punti. L’allarme viene lanciato dall’associazione che raggruppa gli armatori, coordinata da Mimmo Grosso, dopo le difficoltà vissute in mare da circa 25 imbarcazioni sia domenica che lunedì sera, cioè al momento dell’uscita dal porto e al rientro.

Grosso, che si è già rivolto alla Capitaneria per lanciare un grido di allarme, racconta che «i pescherecci si sono arenati sia in uscita che in entrata, a causa delle due o tre secche che abbiamo rilevato, dai muri guardiani fino all’imboccatura della diga. In questi punti», aggiunge, «la profondità è di appena 2,40 metri mentre le nostre imbarcazioni raggiungono un pescaggio di 3,40 metri, se non 3,70. La situazione che si è creata è stata causata dalla pioggia e dal maltempo di giovedì e venerdì e per fortuna siamo riusciti a superare le secche forzando un po’ i motori. Domenica è andata bene, lunedì è stato un po’ più difficile, perché tra le prime imbarcazioni rientrate c’era una delle più grandi, che si è impuntata, per cui le altre si sono incolonnate dietro. Alla fine ce l’hanno fatta e sono riusciti a passare tutti» ma questi episodi potrebbero essere solo un primo campanello di allarme.

Nelle prossime settimane, però, la situazione potrebbe peggiorare, e questo preoccupa gli armatori che chiedono alla Regione di «intervenire con un escavo dei fondali, per mettere in sicurezza la zona più a rischio».

«Il problema per noi è perenne», si sfoga Grosso, «ma ora si va verso l’inverno e si può aggravare. Tra Capodanno e la Befana dovrebbe arrivare anche il gelo dalla Russia. Se non ci attiviamo adesso le cose potrebbero precipitare e noi rischieremmo sempre di più, cioè rischieremmo di non entrare e non uscire dal porto. Non accettiamo di andare verso la catastrofe e chiediamo che non si metta a repentaglio la nostra vita». Tra l’altro non bisogna dimenticare che ci sono «degli orari da rispettare, per entrare e uscire dal porto, ma in queste condizioni, quando ci areniamo, non è affatto semplice». Per ora non sembrano emergere danni consistenti, «ma a lungo andare», conclude Grosso, «rischiamo di fare a pezzi le imbarcazioni. E allora i danni si vedranno».

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