Porto insabbiato, al via gli interventi

19 Gennaio 2022

La marineria: «Intanto trenta barche sono bloccate e non possiamo lavorare»

PESCARA. Solo ieri pomeriggio, dopo più di 24 ore, è potuto ritornare in banchina il peschereccio Gemì, rimasto incagliato all’uscita del porto canale domenica notte, a causa dei fondali troppo bassi. A bordo, per tutto il tempo, i tre membri dell’equipaggio. Nella stessa notte, problemi hanno avuto altre due imbarcazioni. Una ha rischiato di capovolgersi, l’altra è riuscita a tornare in retromarcia verso la banchina, riportando però danni ingenti a motore e eliche. Fra la marineria la rabbia cresce.
Ieri mattina, attraverso una ordinanza, la Capitaneria ha reso noto l’avvio immediato dei lavori di somma urgenza «volti al ripristino urgente del passo d’accesso al porto canale con rimozione del peschereccio incagliato ed escavazione dei fondali». Nel primo pomeriggio di ieri, sono di fatti iniziati gli interventi che hanno portato a mettere in sicurezza l’imbarcazione, mentre quelli riguardanti l’escavazione dei fondali inizieranno domani mattina.
«I lavori che saranno effettuati non c’entrano con il dragaggio, di cui non sappiamo ancora nulla», fa presente l’armatore Romeo Palestino, «Domani o in settimana arriverà una draga per spostare i sedimenti e quindi liberare la canaletta e consentirci così di entrare e uscire dal porto. Si tratta di un intervento provvisorio. E intanto le barche medio grandi sono bloccate. Trenta imbarcazioni non possono uscire dal porto con tutte le conseguenze a livello economico che ciò comporta». «Quello di Pescara», aggiunge Lucio Di Giovanni, «doveva essere un approdo tranquillo, invece è diventato una trappola. Di questo passo, ci scappa il morto. Nessuno prende provvedimenti per risolvere la situazione».
Per il presidente della Confcommercio, Riccardo Padovano «ormai il porto è in emergenza permanente, h24, per cui bisogna intervenire con tutte le procedure previste in questi casi, senza se e senza ma e senza farsi intimorire dalla burocrazia. In ogni modo, mi è stato assicurato che domani mattina, alle 6, arriverà da Casalbordino una draga a chiglia piatta per spostare ottomila metri cubi di materiali dai fondali. Lavorerà giorno e notte per consentire ai pescatori di poter uscire in mare domenica. Per quanto riguarda, invece, il dragaggio vero e proprio, si sta cercando di accelerare le procedure».