Porto, Maiella e Fucino 22 opere senza più fondi

11 Agosto 2020

Aiuti del Masterplan dirottati al Covid, Marsilio: «Chi ci critica è asino»

L’AQUILA. Il completamento del Porto di Ortona, con l’approfondimento del dragaggio e il prolungamento della diga Sud; le riqualificazioni dell’area di risulta di Pescara e dell’ex manicomio di Teramo; la realizzazione della rete irrigua a pressione nella Piana del Fucino; i sette lotti dell’intervento di valorizzazione turistica delle stazioni invernali di Passolanciano-Maielletta. Sono alcune delle 22 opere del Masterplan che la giunta Marsilio ha deciso di de-finanziare in via temporanea per poter dirottare i fondi europei all’emergenza Covid. La decisione è contenuta in una delibera, la 416 del 2020, conseguente a un accordo sottoscritto dalla Regione con il Dipartimento delle politiche di coesione che fa capo al ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. «È solo di una riprogrammazion», esordisce il governatore Marco Marsilio, «Sono soldi che erano bloccati e che grazie a questo provvedimento potremo spendere subito a sostegno delle imprese e delle famiglie. Lo Stato ce li ridarà con la nuova programmazione dei fondi europei, quella 2021-2027, in aggiunta a quelli già previsti». Ma l’opposizione (a eccezione dei Cinque Stelle), che oggi, sull’argomento, terrà una conferenza stampa a Pescara, è sul piede di guerra e parla di risorse «scippate».
LA LISTA. Le opere del Masterplan che saranno temporaneamente “congelate” sono 22. Nell’elenco - contenuto in una tabella che pubblichiamo – sono ricompresi, oltre agli interventi già richiamati in apertura, anche la riqualificazione dell’ex ospedale psichiatrico dell’Aquila, la funicolare che dovrebbe collegare l’università al centro storico di Chieti e il rifacimento della rete stradale della Val Fino, la ciclopedonale Valle dell’Aterno e quella Barrea-Pescasseroli.
LA SOMMA. Il totale delle risorse che saranno “stornate” ammonta a 217 milioni di euro, soldi del Fondo di sviluppo e coesione (Fsc) risalenti alla vecchia programmazione (2014-2020) che, secondo Marsilio, l’Abruzzo rischiava di perdere: «Il Dipartimento della Coesione», ha affermato il presidente della Regione in conferenza stampa, affiancato dal vice presidente Emanuele Imprudente e dal sottosegretario Umberto D’Annuntiis, «ci aveva detto che 392 milioni del Fsc erano a rischio definanziamento perché non erano ancora stati spesi. Sfruttando una possibilità espressamente prevista dal decreto rilancio agli articoli 241 e 242, abbiamo deciso di usare una parte di questa somma, i 217 milioni di euro della delibera, per finanziare subito interventi finalizzati a fronteggiare l'emergenza sanitaria, economica e sociale conseguente alla pandemia, blindando la parte restante destinandola a opere di interesse strategico».
«NON LI PERDEREMO». «Le 22 opere che abbiamo scelto», ha spiegato Marsilio, «sono quelle la cui progettazione era ancora molto indietro: per molte di esse erano stati fatti solo studi di fattibilità. Per ogni intervento è stato riprogrammato il 93% dell’importo complessivo: il restante 7% è stato mantenuto per permettere comunque alle varie stazioni appaltanti di andare avanti con i progetti. In questo modo abbiamo ottenuto due risultati: potremo spendere subito sul territorio risorse che altrimenti sarebbero rimaste ferme per ancora chissà quanti anni e non abbiamo perso un euro dei fondi europei, visto che i soldi che oggi rimoduliamo ci verranno restituiti nella prossima programmazione, 2021-27, in aggiunta a quelli già previsti. Nel frattempo, la progettazione degli interventi andrà comunque avanti».
«SCELTA OBBLIGATA». Ricorrere alla riprogrammazione delle risorse del Masterplan, secondo Marsilio, è stata, per la Regione, una scelta obbligata, visto che «“degli oltre 100 miliardi di euro frutto di scostamenti di bilancio che il Governo ha destinato ai vari provvedimenti presi dopo il Covid, non un euro è finito per finanziarie politiche in favore dei territori. Anzi, per far fronte alle spese emergenziali, abbiamo speso 84 milioni. Per riavere i quali abbiamo intavolato una trattativa, che è ancora in corso, con Arcuri, Borrelli e il ministro Boccia. In più, abbiamo accumulato un deficit di 65 milioni dovuto alle maggiori spese e alle minori entrate e non si sa se li rivedremo. La riprogrammazione dei fondi era l’unica strada per accedere alle risorse di cui avevamo bisogno”.
«DAL PD SCIACALLAGGIO». Marsilio è poi andato all’attacco del Pd e degli altri gruppi consiliari (eccezion fatta per i 5 Stelle) che parlano di risorse scippate: «È stata montata una campagna stampa vergognosa, uno sciacallaggio mistificatorio, fatto solo per motivi elettorali. È stato il Pd, con il suo governo e i suoi ministri, a volere la legge che ci ha imposto questa riprogrammazione. Dovrebbero vergognarsi per come hanno governato questa Regione e per non aver saputo spendere questi fondi. Coloro che ci criticano sono degli asini saccenti».
IL CENTROSINISTRA. Sulla riprogrammazione delle risorse del Masterplan, questa mattina a Pescara ci sarà una conferenza stampa dei consiglieri regionali Silvio Paolucci, Dino Pepe, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto, Sandro Mariani e Marianna Scoccia.