Porto, riparte il cantiere

Francavilla, i lavori bloccati nel 2009 dalla magistratura
FRANCAVILLA AL MARE. Come annunciato la settimana scorsa, ieri mattina ha riaperto i battenti il cantiere per la costruzione del porto di Francavilla dopo uno stop di otto anni e una moltitudine di annunci sulla ripresa dei lavori, che vennero bloccati nel 2009 dalla magistratura per un presunto problema di inquinamento.
I sigilli vennero tolti nel 2011 e solo 4 anni più tardi il comitato Via (valutazione impatto ambientale) dà il via libera all’intervento. Quasi un anno fa il sindaco Antonio Luciani, in compagnia del governatore Luciano D'Alfonso, annunciò l’imminente ripresa dei lavori, grazie al finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro erogato dalla giunta regionale, che però sono stati avviati solo ieri. L’ultimo ostacolo era rappresentato dall’autorizzazione che il Comune attendeva dalla Regione relativa alla possibilità di utilizzare la sabbia proveniente dall’escavo del bacino dell’approdo per il ripascimento a mare, non essendo adatta a eseguire quello del litorale. Detto ripascimento, autorizzato dalla Regione nelle settimane passate, è reso possibile proprio perché le sabbie non sono inquinate e sono idonee allo scopo.
Il nuovo approdo cittadino disporrà di centosessantadue posti barca, di cui una ventina riservati ai pescatori. «Sono soldi spesi in un errore», sostiene Augusto De Sanctis del Forum abruzzese delle Acque, «e non si può continuare a insistere nell’errore visto che il denaro va speso per le vere priorità, come rifare le scuole, bonificare il fiume Alento che ha gravi criticità relative all'inquinamento, queste sono le cose utili che vogliamo».
«Ritengo che sia una grande opportunità per una città di mare», afferma l’ex sindaco Roberto Angelucci che fece partire il progetto, «l’idea dello scalo è nata per dare sicurezza alla piccola pesca, per dare uno scalo anche ai diportisti ed è un’opportunità anche a livello turistico e di lavoro per almeno 3, 4 persone. I fondi erano nazionali e se non fossero stati utilizzati qui sarebbero andati altrove. Il ripascimento è stata sempre una grande bugia, come l’inquinamento della sabbia: l’unico vero danno subìto da sempre da Francavilla è la diga foranea di Pescara che ha bloccato il flusso della sabbia. Altro danno è stato causato dai pennelli del progetto Ricama». I lavori dovrebbero essere portati a termine in circa 300 giorni.
Loris Zamparelli
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