Porto turistico, cantiere fermo dopo l’appalto da 2,5 milioni

2 Aprile 2016

Francavilla. Il sindaco Luciani conferma che i lavori ripartiranno presto ma le polemiche sull’opera che ha già eroso mezzo litorale cittadino non si placano. Forum H20: non ammetteremo scappatoie

FRANCAVILLA. I lavori per il porto ripartiranno entro una settimana. Lunedì prossimo è atteso un confronto tra la ditta che dovrà eseguire i lavori e l’amministrazione comunale per sollecitare le opere di riapertura del cantiere. È trascorso poco più di un mese dalla conferenza pubblica in cui il sindaco, Antonio Luciani, coinb a fianco il governatore, Luciano D’Alfonso, annunciavano la imminente riartenza dei lavori, ma daller parti della marina non c’è ancora ancora traccia di operai e ruspe in movimento.

Luciani ha ribadito ieri che le opere ricominceranno a breve, al massimo entro una settimana, dando così una forma definitiva per lo meno per gli interventi a mare di un'infrastruttura che è rimasta un incompiuta per almeno da otto anni. Ma, alla notizia della consegna dei lavori alla ditta di Trani, che ha vinto il nuovo appalto per 2,5milioni, si sono mobilitati ambientalisti e associazioni. E il destino del porto turistico sembra rimanere in bilico tra le opposte visioni di chi, carte alla mano, dice che non basteranno altri 7milioni di euro per completarlo e renderlo funzionale, e chi, invece, darebbe al progetto un altro volto.

È il caso di Stefano Di Renzo, che già alla presentazione della sua candidatura, ha affermato di voler realizzare, in caso di elezione a sindaco, un luogo per discipline sportive sull’acqua come il parkour anziché un approdo turistico.

Poi ci sono i movimenti per l'Acqua, che criticano duramente la scelta dell'amministrazione di completare l'infrastruttura. Pochi giorno fa, Augusto De Sanctis, aveva segnalato una sorta di diffida della Regione al Comune per dare seguito alle prescrizioni del comitato Via sui ripascimenti di sabbia. Interventi ritenuti indispensabili per tamponare l'erosione provocata dall’esistenza stessa del porto. Il sindaco Luciani ha già replicato parlando di prescrizioni da rivalutare, giacché un tratto di spiaggia (litorale nord) si è allargato che il tutto vada riconsiderato alla luce di una situazione cambiata rispetto a quella ipotizzata dal comitato Via qualche anno fa.

Oggi, sono i movimenti per l'Acqua a intervenire: «Se il Comune non avesse ritenuto giusta la prescrizione del Via, avrebbe potuto ricorrere al Tar. Le prescrizioni vanno rispettate e noi andremo a fondo a questa questione. Sono stati stanziati in bilancio i fondi per il ripascimento di circa 30mila metri cubi di sabbia per quest'anno? Il Comune deve realizzarlo con i propri fondi, e non ammetteremo scappatoie. Vigileremo su ogni passaggio, per smascherare eventuali scappatoie all'italiana. L'erosione causata dal porto è un concetto che elementare, un fenomeno che causa un'alterazione ambientale altamente prevedibile e prevista. È doveroso che il Comune dia concretezza al la prescrizione del Via».

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