Porto turistico, il progetto va in consiglio

Il M5S contesta la grande opera di Città Sant’Angelo, in aula la risposta del sindaco Florindi
SANT’ANGELO. Oggi alle 18 il caso del porto turistico di Città Sant’Angelo, un atollo per 650 barche lontano 450 metri dalla costa, torna in consiglio comunale. E sarà polemica. Sarà discussa un’interrogazione presentata dal consigliere del M5S Carlo Ciabarra e a rispondere potrebbe essere il sindaco Pd Gabriele Florindi. Da una parte, Ciabarra, contrario all’opera tanto che il M5S ha presentato anche un’osservazione al progetto, e dall’altra il sindaco che ha difeso il progetto e ha stretto un primo accordo con la ditta proponente, la F Quattro con sede amministrativa a Londra, per ottenere 2 milioni di lavori come compensazione.
«Chiediamo un chiarimento sulle opere pubbliche di cui beneficerà la collettività», dice Ciabarra. Si tratta del prolungamento della condotta fognaria collegata al depuratore che scaricherà i liquami in mare aperto (1,5 chilometri dalla costa) e l’acquisizione di un’area nei pressi della foce. L’interrogazione di Ciabarra suggerisce: «Sarebbe meglio dividere le acque bianche dalle acque nere sul territorio comunale per ridurre il carico delle stesse soprattutto nei periodi di forte piogge (riducendo rotture e costi di manutenzione) e di sviluppare in sinergia con il comune di Montesilvano il rilancio e la piena funzionalità del depuratore consortile».
L’opera da 36 milioni di euro dovrà essere discussa in Conferenza dei servizi che dovrà dare il suo responso entro tre mesi. In caso positivo, i proponenti passeranno alla fase definitiva del progetto con gli studi in vasca sulle correnti marine affidati al centro Sogreah di Grenoble. Si tratta di un’analisi determinante che deciderà le reali dimensioni del porto e il posizionamento della diga rispetto alla costa. Alle spalle della F Quattro ci sono banche, fondi di investimento e finanziarie, soggetti pronti a investire i primi 7,5 milioni di euro per far partire i lavori. Il resto del costo, secondo il piano finanziario, sarà assicurato dalla vendita o dall'affitto dei posti barca, da 12 fino a 60 metri di lunghezza.
Insieme all’architetto Vittorio Tarizzo, il progetto è stato curato dall’ingegnere Guglielmo Guglielmi, docente del Politecnico di Torino, dagli architetti montesilvanesi Luigi Marchegiani e Carlos Crescia.
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