Positivo all’alcoltest ma non guidò ubriaco Assolto un medico

28 Giugno 2019

Banale incidente fa finire sotto processo dirigente dell’ospedale  Maxi multa, patente ritirata per mesi e auto sotto sequestro 

PESCARA. Il suo incubo, durato quasi un anno, è finito ieri, nel pomeriggio, quando il giudice per l'udienza preliminare, Nicola Colantonio, ha letto il dispositivo con il quale, con il rito abbreviato, lo ha assolto dal reato di guida in stato di ebbrezza.
Protagonista di questa storia, che definire paradossale è piuttosto riduttivo, è un dirigente medico dell'ospedale civile di Pescara, al quale venne ritirata la patente e confiscata l'autovettura e, con un decreto penale di condanna, gli venne comminata un'ammenda di 10mila euro. Una vicenda che vale la pena raccontare in quanto quello che è accaduto a quel professionista potrebbe purtroppo accadere a qualsiasi cittadino.
Il medico quella sera del 25 luglio dello scorso anno, ha un appuntamento con due suoi amici davanti al bar Pepper che si trova a fianco dell'ingresso del porto turistico: insieme devono assistere a un concerto jazz che si teneva proprio all'interno del Marina di Pescara. Trova fortunatamente (o forse no) posto con la sua auto davanti al bar, ma nel parcheggiare urta un motorino che a sua volta si rovescia sulla macchina che si trova dietro.
I proprietari dei due mezzi sono proprio lì nel bar e quindi il medico si scusa con loro, ammette la sua responsabilità e li invita a prendere tutti i suoi dati così da poter continuare la serata con gli amici. I due, però, hanno delle perplessità e quindi decidono di chiamare i vigili urbani. Nel frattempo, il medico, dopo aver avvertito i due, si reca dai suoi amici che erano in barca, per avvisarli dell'accaduto e del fatto che comunque avrebbe dovuto attendere l'arrivo dei vigili. E sempre con i due amici si ferma al bar di fronte al porto turistico, consuma con loro un negroni e torna sul luogo dell'incidente. Non arrivando ancora la polizia, nell'attesa consuma un altro aperitivo alcolico in un altro bar. Quando giungono finalmente sul posto (circa un'ora e mezza dopo l'incidente), gli agenti della municipale, dopo aver constatato l'accaduto, decidono di sottoporre il medico all'alcoltest che, naturalmente, dà esito positivo.
Da qui, il ritiro immediato della patente e la confisca dell'autovettura, nonostante che il professionista si fosse speso per chiarire che aveva consumato i drink dopo l'incidente, così come evidenziato anche dai fotogrammi della telecamera del locale che riprendono il medico mentre beve alle 21,43 e dunque un'ora e mezza dopo il fatto: riprese peraltro visionate dalla stessa polizia che ne fa menzione anche nel verbale. Morale. La patente riesce ad averla indietro dopo circa 5 mesi e dopo un ricorso al giudice di pace.
Il suo legale, l'avvocato Giovanni Mangia, è costretto a fare opposizione al decreto penale e quindi ad andare a discutere la questione in udienza preliminare, citando anche i due amici che, davanti al gup, riferiscono quello che accadde quella sera.
Ma non è finita qui perché soltanto adesso, con il dispositivo di assoluzione del gup in mano, il legale potrà formalizzare gli ultimi atti per riavere l'autovettura Fiat 500 che ancora oggi risulta sotto sequestro.
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