Posta in ritardo, persi anche gli inviti di nozze

25 Aprile 2015

Francavilla, scoppia la protesta per il mancato recapito di bollette e lettere L’ex assessore Cappelletti: troppi disservizi, le contrade restano scoperte

FRANCAVILLA. Costretti a ristampare e a consegnare a mano le partecipazioni di matrimonio spedite un mese fa perché i primi inviti erano rimasti fermi in giacenza nel centro di distribuzione di Poste Italiane. C’è anche una coppia di promessi sposi tra le vittime degli ormai cronici disservizi nel recapito della corrispondenza, da circa tre anni causa di notevoli disagi ai danni delle famiglie francavillesi. A raccontare la vicenda che ha creato un po’ di scompiglio nell’organizzazione delle imminenti nozze del giovane vice presidente del consiglio comunale, Carmine Cappelletti, è il padre Rocco, anche lui molto conosciuto per i suoi lunghi trascorsi di amministratore comunale. «Sembra proprio una storia da Striscia la notizia», commenta sarcastico Rocco Cappelletti, «che di fatto è solo la logica conseguenza di un gravissimo disservizio delle Poste che sta penalizzando, in modo particolare, i residenti delle frazioni collinari e delle zone nord e sud di via Adriatica. Sono più di 25 giorni, infatti, che la corrispondenza non viene consegnata nelle contrade Vallone, Castelvecchio, Quercianotarrocco, Santa Cecilia e Le Piane. Ormai i residenti si vedono arrivare abitualmente, in blocco, fatture di luce, telefono e bollette varie tutte già scadute da tempo e in mora». Un mese fa, con un certo anticipo in vista del ricevimento previsto per il prossimo 2 maggio e delle nozze del figlio, fissate per il 24, Cappelletti ha mandato gli inviti a parenti ed amici. «Il 28 marzo ho spedito per posta circa 160 inviti, ma poiché non avevo riscontri che fossero arrivati a destinazione, ho cominciato a informarmi presso i destinatari», continua il padre dello sposo. «Così ho scoperto che in molti non avevano ricevuto nulla. Mi sono rivolto alle Poste di Francavilla per avere spiegazioni sulla mancata consegna. Qualche dipendente ha compreso il disagio e ha cercato di rintracciare gli inviti per risolvere il problema. È venuto fuori che erano fermi in giacenza a Pescara perché mancava il portalettere. A seguito delle mie insistenze qualcosa si è sbloccato. Una parte degli inviti è arrivata, ma a oggi un buon terzo non si sa che fine abbia fatto. Siamo stati costretti a ristampare le partecipazioni e, considerati i tempi stretti, a consegnarle a mano. Resta la brutta figura fatta con molti invitati. La cosa grave, è che sulla questione più generale dei ritardi nella consegna della corrispondenza, alle Poste sono consapevoli del disservizio ma non possono farci niente».

Nonostante il Comune non abbia competenza, a fronte delle proteste, nel dicembre scorso il sindaco Antonio Luciani aveva scritto a Poste Italiane, offrendo la collaborazione dell’amministrazione per garantire un più efficace servizio di consegna della posta, ma non ha mai avuto risposta.

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