Posti a rischio Brioni Sindacati sott’accusa Il Pd: attacco gratuito

PENNE. La situazione occupazionale Brioni arriva sui banchi del Consiglio comunale di Penne. Nel corso dell’ultima assise civica il consigliere di opposizione Gabriele Frisa ha proposto un consiglio...
PENNE. La situazione occupazionale Brioni arriva sui banchi del Consiglio comunale di Penne. Nel corso dell’ultima assise civica il consigliere di opposizione Gabriele Frisa ha proposto un consiglio comunale straordinario aperto ai sindacati, ai rappresentanti della Regione e dei parlamentari abruzzesi. A fare rumore, però, è soprattutto la posizione assunta dal capogruppo di maggioranza, Federico Domenicone. Nel corso dell'ultimo consiglio comunale Domenicone ha infatti accusato i sindacati: «È vero che come amministrazione comunale possiamo ben poco, ma come Consiglio dobbiamo attirare quanto più l'attenzione su questa situazione». E ha aggiunto: «I sindacati interni Brioni non stanno facendo gli interessi dei lavoratori ma prettamente l'interesse dell'azienda. Ne ho le prove e i dati. I rappresentanti sindacali devono sbattere i pugni in Regione per difendere gli interessi di Brioni», ha concluso.
Dichiarazioni che hanno richiamato, immediata, la presa di posizione del Pd Abruzzo, attraverso le parole del responsabile organizzazione del Pd, Daniele Marinelli: «Abbiamo ascoltato attoniti l’attacco gratuito rivolto dal capogruppo di maggioranza del Comune di Penne nei confronti dei rappresentanti sindacali dell'azienda Brioni, che giudichiamo sbagliato e inaccettabile. Come Partito Democratico seguiamo da molto tempo questa difficile vertenza, da ultimo con un'iniziativa parlamentare del segretario regionale, neo eletto senatore, innanzitutto per difendere le lavoratrici e i lavoratori dell'azienda. Questo lungo e difficile percorso, sempre caratterizzato da un importantissimo attivismo da parte del sindacato, deve essere portato avanti con grande determinazione. Non aiutano le rozze e incomprensibili prese di posizione della destra. La campagna elettorale è finita, e con questa il tempo delle promesse». (f.bel.)

