Postino ruba i pacchi in consegna A processo per peculato e falso

27 Febbraio 2021

Il 48enne pescarese avrebbe firmato al posto del destinatario a cui era destinato l’acquisto online In particolare gli episodi contestati sono due, avvenuti a Pescara tra dicembre 2018 e gennaio 2019 

PESCARA. Aveva una sorta di “vizietto” con il quale si toglieva qualche sfizio personale: si impossessava di indumenti e oggetti che appartenevano ad altri. In particolare, ai “clienti” che avevano ordinato online, e che aspettavano con ansia, quella merce che di fatto non hanno mai ricevuto, pur risultando il contrario.
Un vizio che ha fatto finire sotto processo un postino pescarese, A.M., 48 anni, che il 26 maggio prossimo dovrà presentarsi davanti ai giudici del tribunale di Pescara per rispondere di reati piuttosto gravi: peculato e falso, reati che prevedono appunto la decisione del collegio. «Per essersi appropriato», si legge in uno dei capi di imputazione stilato dall’ex sostituto procuratore di Pescara, Paolo Pompa che ne richiese il processo, «quale incaricato di pubblico servizio postale (ovvero agendo quale portalettere delle Poste Italiane spa), di un pacco che avrebbe dovuto recapitare a...».
Ma il destinatario quel pacco, che conteneva un giubbino da ginnastica, non lo vide mai, anche se dalle carte risultava che lo aveva ricevuto regolarmente con tanto di firma di ricezione. Ma quella firma, la Procura avrebbe accertato che era falsa, apposta dallo stesso postino che era stato attratto da quella confezione che, nella descrizione, riportava il contenuto. Questo episodio viene fatto risalire al 31 dicembre del 2018. Qualche giorno dopo, esattamente il 10 gennaio 2019, un altro pacco cambiò destinazione e, invece di finire nelle mani di una signora che lo stava aspettando , sarebbe stato incamerato dallo stesso postino. E anche in questo caso la ricevuta tornata alle Poste Italiane portava la firma del destinatario per ricevuta: quindi tutto sembrava regolare, salvo poi accertare che anche quella firma era falsa.
Due episodi che potrebbero costare caro al postino intraprendente visto che i due destinatari, dopo aver verificato il tragitto dei propri pacchi, e saputo dalle Poste che erano stati regolarmente recapitati, presentarono una denuncia sostenendo di non aver mai ricevuto nulla e, soprattutto, di non aver mai firmato nulla al postino. E visto che era piuttosto semplice risalire al dipendente che era stato incaricato di quelle consegne, ecco che scattò la doppia indagine: quella interna, avviata da Poste, e quella della procura.
L’imputato, da parte sua, avrebbe anche tentato una sorta di difesa, anche se molto poco credibile. In una circostanza asserì che quando si recò a casa di uno dei destinatari sarebbe stato aggredito dai suoi cani e quindi, impaurito, avrebbe desistito. Versione che però contrasterebbe con la firma falsa che venne apposta sulla ricevuta. Insomma, adesso saranno i giudici del tribunale ad accertare le responsabilità del postino che ora rischia davvero grosso, perché i reati sono pesanti, pur essendo basso il valore della merce.
Per il momento, dunque, il gup Nicola Colantonio, nel corso dell'udienza preliminare, ha accolto la richiesta del pm Marina Tommolini e ha rinviato a giudizio il dipendente delle Poste.
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