Potenziati i turni per contrastare l’emergenza

3 Marzo 2020

E la Cisl chiede l’assunzione di medici e infermieri per attivare tutti i posti letto della Rianimazione

PESCARA. Per contrastare il coronavirus, a essere potenziati in ospedale sono stati i turni dei singoli operatori, come quello dell’infermiera Teresa Pianoforte che, come altri colleghi, negli ultimi due giorni ha lavorato mattina e pomeriggio, dividendosi tra il pre triage e la struttura dell'isolamento. «Sono una persona coraggiosa», spiega, «ma ho una mamma malata e l'unico timore è di portare a casa l'infezione. È importantissimo che chi ha qualche sospetto, soprattutto se ha avuto contatti con le zone a rischio ne parli con un infettivologo».
«È il nostro lavoro», precisa Alberto Albani, referente sanitario regionale per le maxi emergenze, «siamo preparati e in quanto tali, siamo tranquilli nel gestire questa emergenza. L'importante, per limitare la diffusione, è rispettare i consigli generali, che sono stati spesso ribaditi: come il lavarsi frequentemente le mani, evitare luoghi sovraffollati e tenersi ad almeno a un metro di distanza di sicurezza dalle persone con cui si sta a contatto per più tempo».
Intanto, la Cisl Fp Abruzzo Molise (segretario Vincenzo Mennucci) auspica che la Asl di Pescara congiuntamente alla Regione Abruzzo, «proceda celermente in questo delicato momento all’assunzione immediata del personale medico, infermieristico, assistenziale e tecnico necessario all’attivazione dei 17 posti di rianimazione, consentendo così all'ospedale civile di Pescara di dispiegare tutta la sua capacità operativa in un momento così difficile per il paese».
Una misura che, se attuata, «produrrà i suoi benefici effetti anche al termine di questa emergenza, risolvendo così una problematica non più ulteriormente tollerabile e che sottopone, oltre ai disagi suddetti, anche a un insostenibile carico di lavoro l'attuale organico di personale gravemente sottodimensionato».
Dal punto di vista strutturale, 18 sono i posti complessivi di cui 13 di Rianimazione, 1 di Isolamento, 2 di Terapia intensiva post operatoria e 2 di Terapia intensiva pediatrica. Nella realtà, dice la Cisl, risultano attivati poco più della metà (9 posti di Rianimazione e 2 di Terapia intensiva post operatoria) «non essendo state completate le previste assunzioni di personale necessario». Numeri in ogni caso che, unicamente alla riconosciuta qualità dell'assistenza medico-infermieristica, «spiegano perché la struttura sia quotidianamente al massimo della sua capacità ricettiva, accogliendo anzi più pazienti di quanti previsti dall'attuale dotazione di personale. Questa situazione ormai cronica costringe a trasferimenti continui dei pazienti più stabili in altre rianimazioni, con disagi per malati e familiari». (m.pa.)