Povertà, c’è un fondo da 490mila euro

26 Gennaio 2017

Il Comune assicura aiuti alle famiglie disagiate con un minorenne, un disabile o una donna incinta

PESCARA. Le famiglie in condizioni economiche disagiate, con almeno un minorenne oppure un figlio disabile o una donna in gravidanza, potranno attingere a un fondo di 490mila euro complessivi.

Le risorse saranno erogate dal Comune attraverso il Sostegno di inclusione attiva (Sia), una misura di contrasto alla povertà introdotta con il Programma operativo nazionale Pon Inclusione.

Sul sito internet del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali si legge che per godere del beneficio il nucleo familiare interessato dovrà aderire a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa, sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni, in rete con gli altri servizi del territorio (Centri per l'impiego, servizi sanitari e scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità.

«Nel corso degli ultimi anni», spiega l'assessore al Welfare e all'Innovazione Socio-sanitaria Antonella Allegrino, rispondendo anche alle polemiche che si sono seollevate sui tagli al sociale, «si è assistito a un aumento significativo di famiglie che si rivolgono ai nostri servizi per una crescente povertà e con bisogni sempre più complessi. La misura del Sia è un'opportunità che cambierà l'approccio alla lotta alla povertà e al disagio, che non sarà più di tipo assistenzialistico, ma si articolerà in una programmazione a breve, medio e lungo termine di interventi interconnessi tra loro, finalizzati alla presa in carico complessiva dei soggetti in stato di fragilità e in continuità con un percorso mirato al reinserimento sociale».

L'intervento non rientra nei fondi inseriti nella manovra di bilancio, in discussione nei prossimi giorni in consiglio comunale e contestata proprio per i tagli al sociale. La sforbiciata, in base ai calcoli dell'opposizione, ammonterebbe a 1,6 milioni di euro. Ma su questo aspetto Allegrino ha già sollecitato «un atto di responsabilità» ai consiglieri, chiedendo loro di reintegrare 300mila euro così suddivisi: 80 mila euro per il Piano di intervento sociale (Pis), che saranno utilizzati per far fronte a tutte le necessità dei nuclei familiari in condizioni di fragilità socio-economica; 70 mila euro per il sostegno alimentare; 60mila euro per i servizi essenziali socio-sanitari a seguito della proroga predisposta dalla Regione per il Piano di zona; 30mila euro per i centri sociali per gli anziani; 40mila euro per i centri diurni per i disabili e, infine, 20mila euro per i progetti candidati o approvati a livello nazionale per la realizzazione di servizi a contrasto del disagio e a favore dei nuclei familiari.

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