Pranzi di Comunione I gestori dal prefetto: «Dateci regole certe»

Chiedono di equiparare i banchetti a un pranzo normale «Pronti a garantire più tavoli, distanziati di due metri»
PESCARA. L’ultimo decreto che non introduce novità. Il meteo incerto e protocolli mancanti. C’è tanta confusione attorno al settore degli eventi privati. Dubbi aleggiano tra gli imprenditori del comparto, ai quali non sono state prospettate regole precise, e di conseguenza tra i clienti che pur volendo festeggiare i propri cari non sanno fin dove possono spingersi.
Il risultato di questo limbo sono le agende di ristoranti e location piene di punti interrogativi. In tempi normali maggio sarebbe stato il mese delle comunioni. Se gli eventi religiosi possono essere celebrati, diverso è il discorso per le feste che al momento sono state escluse dalle ripartenze. È così che i titolari dei locali si sono trovati a rinviare per ora gli appuntamenti più imminenti.
«Per il momento le cerimonie sono sospese fino al 15 maggio», afferma Franco Vascellini, titolare del ristorante da Franco al porto turistico «e questo mi ha costretto a rinviare almeno una decina di comunioni. Oltre quella data ho preso le prenotazioni per tutto il mese di giugno, lasciando un punto interrogativo sulla base delle decisioni future. Le richieste sono cambiate molto. Ora abbiamo prenotazioni per al massimo una trentina di invitati mentre prima gestivamo comunioni anche da 90 persone».
Lunedì la ristorazione è ripartita, a pranzo e a cena (entro il coprifuoco delle 22) esclusivamente all’aperto. Ai tavoli sono permesse al massimo quattro persone se non conviventi. E dal primo giugno, il servizio sarà concesso anche all’interno. Tuttavia per gli eventi privati il trattamento è diverso. Per cercare di ottenere chiarimenti, martedì il presidente provinciale di Confcommercio Riccardo Padovano e Gabriele Armenti, referente per il settore banqueting e catering, hanno partecipato a un confronto in prefettura. «Dal momento che le cerimonie religiose e civili si possono celebrare, abbiamo chiesto al prefetto la possibilità di svolgere le feste, nel rispetto delle norme vigenti per la ristorazione», annuncia Armenti, proprietario di Gabrielino Ristorante a Picciano, «equiparandole a un pranzo normale. Siamo disposti a snaturare gli eventi stessi, pur di non saltare anche il mese di maggio. Non ce lo possiamo permettere. Potremmo svolgere i banchetti, garantendo più tavoli, distanziati di due metri, controllando eventuali assembramenti, misurando la temperatura a tutti gli ospiti e conservando per 14 giorni i loro dati. Il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha ascoltato le nostre richieste e nell'arco di 48-72 ore dovremmo tornare a riunirci».
È amareggiato Lorenzo Morelli della location Biancavilla a Collecorvino. «Non è condivisibile che in uno spazio aperto non si possa festeggiare con un semplice pranzo. Le comunioni sono quasi tutte sospese e le poche rimaste si sono ridotte a massimo 15-20 persone. È un paradosso che si possano raccogliere le prenotazioni per un pranzo all’aperto, ma se parliamo di un festeggiamento allora non è consentito. Stiamo soffrendo tanto e non so quanto ancora molti di noi potranno reggere».
Ha annullato tutte le prenotazioni di maggio Antonio Del Ciotto, del lido Sirena a Pescara, associato a Confartigianato. «Avevo quattro comunioni da questo sabato fino al 30 maggio, più battesimi e feste di laurea. È un controsenso, perché vietare le feste nei ristoranti porterà molti a festeggiare dentro casa. Per ora ho mantenuto le prenotazioni di giugno, sperando che sarà possibile svolgerle».
«I banchetti veri e propri non possono essere fatti», conferma Rina Di Stefano di Mangiamorì a Francavilla al Mare, «ma molti clienti stanno optando per confermare il pranzo, dividendo gli invitati in tanti tavoli. Dovendo svolgere attività solo all'aperto c’è l’incognita del meteo. Al momento non abbiamo alcun mezzo per tutelare noi stessi, né il cliente. È tutto molto incerto». Per Stefano Cardelli di Nettuno, la festa per una comunione è un pranzo normale, «dunque valgono le stesse regole della classica ristorazione. Rispetto al passato questi eventi si sono ridotti di moltissimo, passando da una novantina di invitati a 15-20. Inoltre, prima del Covid le Comunioni erano concentrate in tutto il mese di maggio, mentre ora sono state rinviate anche ad agosto. L’auspicio è che definiscano il prima possibile regole precise e adatte ai festeggiamenti».
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