Pranzo per i poveri di 10 nazioni

Tombolata, doni per i bimbi e tutti insieme a gridare “Pace” in più lingue
MONTESILVANO. I poveri di dieci nazioni del mondo sono stati i protagonisti del primo pranzo di Natale organizzato dall'associazione montesilvanese Missione Possibile diretta da Pino D'Atri.
Novanta persone, disoccupati e senza fissa dimora con figli a carico, residenti tra Pescara e Montesilvano, provenienti da Senegal, Marocco, Colombia, Guinea, Pakistan, Romania, Venezuela , Burkina Faso, Nigeria e Albania, hanno partecipato a una "festa di pace e solidarietà" all'hotel Petit Royal di Silvi Marina, gestito da Marinella e Loretta D'Atri e organizzata da Missione Possibile in collaborazione con altre associazioni di volontariato che lavorano sul territorio: la mensa di San Francesco di Renato Paesano, le dame vincenziane coordinate da Silvana Martini, la Caritas di Pescara, l'associazione nazionale famiglie emigrate capitanata da Cinzia Rossi, Carrozzine Determinate di Claudio Ferrante, l'associazione marocchina di Sofia Belkacem, la Laad di Gianni Cordova, la parrocchia San Giovanni e San Benedetto di Pescara colli guidata da don Massimo.
Sono state le associazioni a segnalare le famiglie indigenti bisognose di un aiuto concreto. Il pranzo natalizio è stato l'occasione per rifornire queste famiglie di pacchi stracolmi di pane, pasta, olio (proveniente da piante del territorio di Pianella coltivate dai giovani della Laad) sughi e farine, offerti dal Banco Alimentare di Pescara, e di scorte di latte donate dal Comune di Montesilvano. Hanno degustato un pranzo preparato con i soli alimenti consentiti, nel pieno rispetto delle differenze culturali e religiose di ciascuna famiglia. Per i musulmani, antipasti col tacchino o vitello al posto della carne di maiale e poi per tutti via libera a cannelloni, brodo secondo la tradizione abruzzese, panettoni e torroni a volontà serviti a tavola da quindici volontari di Missione Possibile, tra cui Manuela, Elisabetta, Loretta, Marinella, Pasquale, Mimma e Sara, coordinati dallo staff direzionale composto da Laura, Enzo, Paola, Elisa, Livio, Rossana, Gianni, Anna, Leo, Marisa, Licio, Leana, Vittorio.
«E' stata la celebrazione della pace e della condivisione», ha spiegato D'Atri, da anni impegnato in progetti di cooperazione internazionale in Africa, «durante la festa, tutti i commensali si sono dati la mano e hanno pronunciato ad alta voce la parola "pace" secondo gli idiomi di ciascuno. Molti dei presenti non avevano mai preso parte a una festa e ci hanno ringraziato con le lacrime agli occhi». Le storie di ciascun partecipante raccontano una vita di solitudine ed emarginazione compensate, però, dalla carità cristiana di chi si occupa di volontariato sul territorio. Silvana Martini, dama di San Vincenzo, segnala i casi di «una famiglia di senegalesi di buona cultura, padre, madre e due figli, uno dei quali neonato di sette mesi malato, che ha già subito tre interventi chirurgici allo stomaco e altri ne deve affrontare. La coppia coi bimbi, senza un tetto e con un lavoro part time, è ospite in un appartamento messo a disposizione per loro da don Massimo, parroco della chiesa dei Colli. Un'altra coppia di senegalesi con quattro figli, il più grande 15 anni, il più piccolo appena nato, cerca lavoro, lui ha esperienza come macellaio». Ci sono anche storie a lieto fine come quella del giovane marocchino di trenta anni che dormiva alla stazione di Montesilvano e che, attraverso l'aiuto della dame vincenziane è riuscito a rifarsi una vita in Marocco, dove si è sposato e poi con la moglie è tornato in città per lavorare in una fabbrica di borse. Una donna nigeriana di Benin City con i due figli di 18 e 19 anni, è stata «salvata dalle persecuzioni dei cristiani in Nigeria» da Cinzia Rossi, ex agente di polizia, membro della commissione Pari opportunità del Comune di Pescara e presidente di una associazione che si occupa di famiglie emigrate.
La Rossi è convinta che «l'integrazione, l'interazione tra le diverse culture e i cambiamenti epocali devono partire da menti femminili, più sensibili e meno dispersive di quelle degli uomini». La manifestazione, a cui ha partecipato anche il vice sindaco Ottavio De Martinis che ha portato il saluto dell'amministrazione comunale, è stata allietata dalla musica dei Briganti della Maiella, dieci elementi capitanati da Riccardo, che hanno intonato canti natalizi e della tradizione abruzzese con zampogne e fisarmoniche. Una tombolata e l'arrivo di Babbo Natale hanno portato tanti doni, giocattoli e dolci ai bambini, da tre a 15 anni, messi a disposizione dall'Ail, associazione contro le leucemie e dalla pasticceria Dolce Abruzzo di Fabio Poletti.
Di recente, l'associazione di Pino D'Atri ha raccolto fondi per 6600 euro di buoni spesa da donare a undici associazioni di volontariato del territorio per sfamare i più poveri. A gennaio, Missione Possibile torna in Kenya per tagliare il nastro di una scuola per infermieri nella città di Embu.
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