Precari senza futuro Scoppia la protesta

9 Gennaio 2016

«Non sappiamo come campare». Il Comune prende tempo

PESCARA. S’aspettavano delle risposte concrete, i lavoratori interinali di Attiva, l’azienda che gestisce la nettezza urbana in città. E invece il tavolo tecnico convocato ieri in Comune è terminato con alcuni rappresentanti dei lavoratori che per protesta hanno abbandonato la riunione, mentre altri due hanno ricordato ai membri della giunta comunale presenti, il sindaco Marco Alessandrini e il suo vice Enzo Del Vecchio, oltre al direttore di Attiva, Massimo Del Bianco, la situazione di precarietà che stanno vivendo.

«Ho due figli», ha tuonato uno dei due, «e non so come mandare avanti la famiglia». Ma le proteste, verso la fine dell’incontro, sono venute anche da due mogli di altrettanti lavoratori, le quali hanno rivendicato la necessità di un posto di lavoro per i rispettivi mariti. Insomma, un clima teso, ieri durante l’incontro, presente anche un bambino in braccio a una nonna, con il tutto sotto lo sguardo vigile di due agenti della Digos, il reparto della polizia che si occupa dell’ordine pubblico per le operazioni speciali, mentre sul piazzale antistante all’edificio comunale, in attesa dell’esito del vertice, stazionavano una trentina di lavoratori interinali, i quali hanno anche esposto uno striscione, con su scritto «I precari di oggi sono i poveri di domani».

La vicenda riguarda una settantina di lavoratori interinali, i quali, attraverso i due legali, Fabio Di Paolo e Carlo Alfani, da un lato hanno intrapreso un’azione giudiziaria volta alla trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, come già avvenuto per uno di loro, mentre dall’altro hanno chiesto al Comune che adotti una «soluzione conciliativa», anch’essa mirata alla medesima trasformazione contrattuale. Solo che ieri, l’amministrazione comunale, dopo aver chiesto, il 29 dicembre scorso, una riflessione sulla proposta, ha risposto che occorrerà conoscere il parere - il quale potrebbe arrivare entro marzo - della Corte dei Conti, per evitare di incappare in sanzioni erariali. Una decisione considerata «prudenziale» anche dai legali dei lavoratori. Bocce ferme, dunque ieri, tanto da irritare anche i congiunti e i parenti dei lavoratori interinali.

Anche se l’amministrazione comunale, su iniziativa del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, il quale ieri ha preso parte per alcuni minuti alla riunione, ha deciso di approntare uno studio per conoscere il «fabbisogno», così l’ha definito D’Alfonso, delle risorse umane occorrenti per la pulizia della città. Un «fabbisogno» - a cui dovrebbe seguire un altro concorso pubblico, successivo a quello che si è concluso nel dicembre scorso - per il quale il sindaco Alessandrini ha rilevato che ci sarà, per la settimana prossima, «un dovuto approfondimento». Una fumata nera, dunque, al momento, dopo il faccia a faccia di ieri, che ha generato delusione tra i lavoratori. «L’incontro di oggi è stato pessimo», ha rimarcato il portavoce dei lavoratori interinali, Manolo Da Silva. «Si è parlato il politichese», ha poi aggiunto Da Silva. Idem da Bruno Pierangelo, della Fiadel, un sindacato che rappresenta 17 lavoratori. «Siamo più che scontenti», ha infatti dichiarato Pierangelo, mentre dall’avvocato Di Paolo, il quale con Alfani ha ribadito che l’azione giudiziaria dei lavoratori proseguirà, la riunione è stata giudicata «parzialmente infruttuosa».

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