Precedenti nella droga per Mirko La vittima era un anziano solo

PENNE. La condanna all’ergastolo di Mirko Giancaterino, il 38enne tossicodipendente che, nel settembre del 2015, avrebbe ucciso l'ex maresciallo dell'Aeronautica nella sua abitazione, chiude...
PENNE. La condanna all’ergastolo di Mirko Giancaterino, il 38enne tossicodipendente che, nel settembre del 2015, avrebbe ucciso l'ex maresciallo dell'Aeronautica nella sua abitazione, chiude momentaneamente una delle pagine più tristi per la comunità pennese.
Nonostante la relativamente giovane età, Giancaterino ha avuto in passato problemi con la giustizia. L'episodio più grave è quello che lo vide protagonista, nel 1998, quando fu accusato di aver ceduto una dose di droga a una donna, che poi morì per overdose nella sua casa, nel rione del Carmine. Per questo reato (morte come conseguenza di un altro delitto) fu condannato in primo grado e poi assolto, ma l’appello non cancellò la detenzione di stupefacenti, pur non avendo mai scontato la pena, che gli fu infatti condonata.
Altre volte, in passato, i carabinieri hanno indagato sul suo conto per altri episodi legati alla droga. Per un periodo di tempo, lasciò l'Italia. Si trasferì in Germania, dove ha lavorato come cuoco. Negli anni scorsi, rientrato in Abruzzo, è stato addetto alla cucina di una pizzeria di Montesilvano. Prima dell'omicidio del pensionato, Giancaterino era in affidamento ai servizi sociali. Si occupava di allevare e addestrare cani, in particolare pitbull, su un'area allestita davanti alla sua abitazione, in contrada Fonte Focetola, dove Mirko risiede con la compagna e i suoi due figli. La famiglia Giancaterino è molto conosciuta in città, anche per l'attività della madre, che è parrucchiera.
Crudele il destino che ha portato all’assassinio di Gabriele Giammarino, ucciso nella sua casa, il cui corpo è stato ritrovato semicarbonizzato per l’incendio appiccato dalla stessa mano omicida. L’ex maresciallo, che ha vissuto gli ultimi anni della sua vita solo nel suo appartamento di via Bernardo Castiglione, è morto nel modo peggiore possibile. A Penne, tutti lo ricordano come un uomo sui generis, con un passato lavorativo importante, una passione per le passeggiate in montagna, e una pensione vissuta senza grandi amici e soprattutto senza famiglia. (f.bel.)
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