Precipita con la Jeep, muore a 65 anni

Vincenzo Favia, residente a Ofena, non ce l’ha fatta. Ferito l’amico romano alla guida del fuoristrada, ricoverato a Popoli
BUSSI SUL TIRINO. Una gita sul fuoristrada insieme all’amico, nei boschi che tanto amava, e poi la tragedia: la strada sterrata che diventa troppo impervia, la decisione di tornare indietro e quella manovra con la jeep finita male, forse a causa di uno smottamento del terreno: un volo di 300 metri giù per la scarpata e la vita che se ne va. Vincenzo Favia, 65 anni, assicuratore in pensione originario di Roma e da una quindicina d’anni residente a Ofena, è morto così, in zona Ciocca Lupo, località Monte Alto, sulla montagna che sorveglia Bussi sul Tirino. L’allarme, ieri mattina intorno a mezzogiorno e mezzo l’ha dato l’amico S.G., 62 anni, pilota romano residente a Lugano alla guida della Toyota Cruiser. Ferito ma cosciente, il 62enne è riuscito con fatica a uscire dalla macchina. E tra i rovi e gli alberi a mille metri di altezza, ha chiamato il fratello con il telefono satellitare, descrivendo a grosse linee il posto dove si trovava. Subito si è attivata l’imponente macchina dei soccorsi che ha coinvolto vigili del fuoco, 118, carabinieri, Soccorso alpino e amministratori comunali, per riuscire a individuare nel più breve tempo possibile il luogo dell’incidente. Un’impresa, complice la nebbia che intorno alle 13 ha avvolto la montagna, nella quale decisivo è stato l’apporto del vice sindaco di Bussi Paolo Salvatore, vigile del fuoco e profondo conoscitore di quella zona, e del sindaco Salvatore Lagatta: in collegamento con la questura e con i soccorritori del 118 partiti con elisoccorso e ambulanza, hanno contribuito in modo decisivo a far individuare la macchina rossa precipitata.
Il 62enne ferito è stato recuperato con l’elisoccorso del 118 con a bordo i sanitari e tecnici del Soccorso alpino: con lesioni giudicate guaribili in 25 giorni, è stato ricoverato all’ospedale di Popoli. Più complicate, invece, le operazioni per recuperare Favia senza vita all’interno della jeep. Dopo ore di lavoro, i vigili del fuoco sono riusciti a riprendere il corpo intorno alle 18, mentre per tirare fuori la macchina bisognerà aspettare un velivolo speciale dei vigili del fuoco atteso da Roma nei prossimi giorni. Sulle cause dell’incidente indagano i carabinieri della compagnia di Popoli intervenuti con il maresciallo di Bussi, Federico Gildo. L’ipotesi è che, lungo la strada sterrata, i due abbiano proseguito affrontando anche il tratto solitamente chiuso, utilizzato dai mezzi che puliscono il versante della montagna. Quando si sono resi conto che non avrebbero potuto proseguire su quel percorso sempre più impervio, hanno tentato di fare inversione. Forse il terreno ha ceduto. Per Favia è stata la fine.

