Precipitano con un ultraleggero: morti il pilota e una passeggera

12 Settembre 2022

Le vittime dell’Aquila erano in fase di atterraggio. Due le inchieste aperte: malore o guasto 

FOSSA. Volava dritto nel cielo limpido, prima di compiere strane manovre, virare all’improvviso e sparire come in un lampo. Un ragazzino ha raccontato gli attimi che hanno preceduto il fragoroso schianto che ha spento la vita di Corrado Mancinelli, 70 anni, gioielliere molto conosciuto, e di Maria Rita Vietri, 64 anni, ex dipendente del supermercato Conad all’interno del centro commerciale L’Aquilone. Entrambi dell’Aquila, i due erano a bordo del piccolo aereo precipitato nelle campagne nei pressi dell’aviosuperficie di Poggio Picenze. Dove i due erano diretti per atterrare. Dove non sono mai arrivati. Sulle cause della tragedia è mistero: un malore del pilota o un guasto meccanico? Saranno le inchieste di Procura ed Enac a fare chiarezza.
CHI ERANO
LE DUE VITTIME
Mancinelli era stato titolare di una gioielleria nel centro dell’Aquila prima di trasferirsi nel centro commerciale L’Aquilone dopo il terremoto. Appassionato di volo e pilota esperto, è stato tra i fondatori dell’Aeroclub L’Aquila. Proprio domenica scorsa sull’aviosuperficie in località Vicenne si era tenuto un open day al quale aveva partecipato lo stesso Mancinelli. Ieri pomeriggio il 70enne si trovava alla guida dell’ultraleggero precipitato. Con lui Maria Rita Vietri, sul sedile del co-pilota. Anche la donna aveva una passione per il volo e frequentava l’Aeroclub.
LA RICOSTRUZIONE
DELLA TRAGEDIA
Secondo una prima ricostruzione, i due stavano tornando all’aviosuperficie di Poggio Picenze, realizzata su un’area di proprietà dell’azienda di costruzioni Edimo e gestita dall’Areoclub dell’Aquila. Erano stati in Val di Chiana, in provincia di Arezzo, e nel pomeriggio avevano fatto una sosta a Castiglione del Lago, in Umbria.
L’ULTIMO VIDEO
SUI SOCIAL
Il passaggio a Castiglione del Lago è stato testimoniato da un video postato alle 13.24 su Facebook dalla donna. «Ecco per dire», scriveva Mary Trilly, alias Maria Rita Vietri, inquadrando il piccolo scalo aereo umbro in una splendida domenica di sole. Dopo qualche ora il dramma. L’incidente si è verificato intorno alle 16.40. L’ultraleggero sul quale viaggiavano le due vittime, un Df 2000, era di proprietà del gioielliere aquilano. Il velivolo veniva rimesso in uno degli hangar dell’Aeroclub. La tragedia si è consumata a non più di trecento metri dalla pista dell’aviosuperficie.
Il velivolo era in fase di atterraggio, ma qualcosa deve essere andato storto. Per cause in corso d’accertamento, l’ultraleggero ha incominciato a perdere quota in modo repentino, facendo delle strane manovre raccontate dal testimone ragazzino, finendo contro la chioma di pioppo prima di precipitare. I soccorritori l’hanno trovato accartocciato al muro in cemento armato di una delle strutture del depuratore nel territorio comunale di Fossa. L’impatto non ha dato scampo ai due occupanti. Sono state alcune persone che assistevano a una partita di calcio in un vicino campetto a lanciare l’allarme e a fare scattare i soccorsi. Tutto inutile.
UNA DOPPIA
INCHIESTA
Sulla vicenda la Procura dell’Aquila ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti. Un atto dovuto per consentire le indagini necessarie a determinare le cause della tragedia. Titolare del fascicolo è il pubblico ministero Stefano Gallo. L’ultraleggero è stato sequestrato, così come l’area. L’ultraleggero non ha una scatola nera. Il pubblico ministero nominerà un consulente per compiere i dovuti accertamenti tecnici sui rottami recuperati dai vigili del fuoco. Sulle salme dovrebbe essere eseguita l’autopsia. Una delle ipotesi è che Mancinelli, pilota esperto a detta di quanti lo conoscevano, possa aver avuto un malore. Anche se non è da escludere un guasto meccanico del Df 2000. Un’altra inchiesta sarà aperta dall’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ovvero l’autorità italiana di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione, sottoposta al controllo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sul posto, dopo l’allarme, sono arrivati i vigili del fuoco dell’Aquila e i carabinieri. I primi si sono occupati di recuperare le vittime e mettere in sicurezza l’area; i militari, invece, hanno effettuato anche una ricognizione nei dintorni per trovare eventuali frammenti del velivolo utili a ricostruire l’incidente. Sono inoltre stati ascoltati i familiari delle vittime. E si cercherà di risalire a tutti i contatti radio avuti dal pilota durante il volo. Perché resta da capire se Mancinelli abbia fatto in tempo a lanciare un Sos.
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